Ingredients

Cannolicchi di mare vivi 1 kg
Pangrattato almeno 3 cucchiai
Aglio 1 spicchio o a piacere
Sale quanto basta
Prezzemolo fresco tritato qb
Timo secco 1/2 cucchiaino
Olio extravergine di oliva qb

Eventuale:
vino bianco secco una spuzzata, o succo di limone

Cuisine: Cooking time: Minimo 10 mins Serving: 2-4 people

 

Sea Razor clams  au gratin with thyme. I cannolicchi di mare (o cappalunga) al pari di altri molluschi come le cozze, gratinati al forno sono un ottimo antipasto di mare, ma possiamo anche consumarli come pasto leggero accanto magari ad un bel sauté di frutti di mare e a un’insalata mista. Prepararli è facilissimo, e con qualche accortezza si mangiano anche il giorno dopo. Come le ciliegie: uno tira l’altro….

 

Esecuzione (per 1 kg di cannolicchi, in 4 step):

Fase 1:  almeno un paio d’ore prima condiamo il pangrattato con uno spicchio di aglio tritato, poco sale, prezzemolo fresco tritato fino e timo a piacere. Mettiamo in un contenitore ermetico e tappiamo.

Fase 2: in precedenza avremo trattato le capelunghe come indicato in basso, per spurgarle della loro sabbia. Risciacquiamole come indicato e facciamole aprire in una padella posta su fuoco vivo, incoperchiata, non aggiundendo altro se non un velo di acqua. Facciamo freddare senza coperchio.

Fase 3: stacchiamo ad ogni cannolicchio una delle due valve, e la piccola sacca scura posta ad una delle due estremità dell’animale. Sistemiamoli con ordine uno accanto all’altro in una teglia possibilmente rettangolare e dai bordi bassi. Filtriamo con un colino a maglie strette il liquido rimasto nella padella.

Fase 4: distribuiamo uniformemente su tutto il pangrattato ormai insaporito, nella dose sufficiente per la gratinatura. Irroriamo con il liquido filtrato, il bastante per bagnarli evitando che si secchino col calore del grill. Su tutto un pizzichino di sale se ancora serve, ed  un bel giro di olio extravergine di oliva.

Intanto avremo preriscaldato il forno a 180°. Spegniamolo ed accendiamo il grill. Quando la serpentina è pronta inforniamo i cannolicchi nella parte alta del forno, e facciamo dorare secondo gusti.

Sforniamo e serviamo caldi o freddi.

 

Consigli preziosi… come liberarli della sabbia:

in genere in commercio troviamo i cannolicchi già spurgati della loro sabbia. Ma se così non fosse (ed è importante che siano vivi), vanno lasciati immersi per qualche ora in acqua marina pulita, oppure in una soluzione ottenuta miscelando 20 grammi di sale gosso marino per ogni litro di acqua intiepidita. Lasciate raffreddare ed immergetevi i molluschi.

Una volta spurgati vanno lavati con attenzione uno per uno da eventuali tracce di sabbia rimasta. Quindi procediamo come da ricetta.

 

Cosa beviamo: il trionfo del bianco naturalmente. Dunquebianco d’Ischia bianco, oppure un Vermentino della Riviera Ligure (o di Sardegna), oppure ancora un Bianchello del Metauro.

 

Note:

Il timo è solo una nota aromatica in più: potete eliminarlo per una ricetta più classica.

Secondo gusti (ma noi preferiamo mangiarli in purezza)  prima di infornare potete irrorare con un po’ di vino bianco secco, o di succo di limone una volta cotti. Nel primo caso diminuite la dose di liquido filtrato.

 

L’idea in più…

Vi avanza il pangrattato condito? Ecco la soluzione: conservatelo ben tappato in frigo. Avrete tempo un paio di giorni per bagnarlo con del latte o con vino bianco, e usarlo come ingrediente per l’impasto di stuzzicanti polpette, aggiustando di sale e aggiungendo polpa di carne macinata, 1 uovo, e del grana grattugiato. Fate dorare in padella con olio dopo averle infarinate o passate in altro pangrattato.  Gustatele così o ripassate al pomodoro.

 

Il “Chi è chi”: Solen marginatus…

La cappalunga o cannolicchio di mare (Solen marginatus, della famiglia Solenidae)   è un mollusco dalla forma curiosa, racchiuso in due valve tubolari lunghe dai 13 ai 16 centimetri e dal diametro di 2 centimetri. Da uno dei due lati fuoriesce un piede che è in grado di scavare lunghe gallerie nella sabbia; dall’altro presenta due sifoni con i quali filtra l’acqua. Vive in posizione verticale  anche in acque poco profonde o addirittura sul bagnasciuga. Lo si trova nell’Alto Adriatico e nel Tirreno sulle spiagge di sabbia, è comune anche nel Mediterraneo e nell’Atlntico orientale.

Deve essere commercializzato ancora vivo per garantirne la freschezza. La conchiglia deve essere chiusa; in caso contrario se aperta o rotta significa che l’animale all’internoè non è più vivo. Ha carne saporita, di buona consistenza. E’ ritenuto un mollusco pregiato data la sua sempre più difficile reperibilità.

In Spagna neviene praticato anche l’allevamento mentre in Italia il prodotto disponibile è ancora totalmente pescato.

I Solen marginatus sono di notevole interesse commerciale e vengono comunemente venduti nel periodo invernale, ma si possono reperire quasi sempre tranne che nel fermo biologico. Molteplice l’impiego in cucina: grigliati, gratinati o come piacevole ingrediente per antipasti,  paste o risotti di mare.

 

Massime, citazioni, detti, proverbi, aforismi, e poesie….

“Ah, io non chiederei d’essere un gabbiano né un delfino

Mi accontenterei d’essere uno scorfano,  ch’è il pesce più brutto del mare…

pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell’acqua…” (Elsa Morante, 1957)

 

Cliccare, e poi cliccare ancora sulle foto in basso  per ingrandirle…

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