Posted by clara on Nov - 26 - 2013 under Antipasti&Stuzzichini, Pesci, crostacei, molluschi e frutti di mare
Ingredients

Canocchie fresche quindi piene
Pangrattato circa 1/2 cucchiaino ognuna
Sale fino quanto basta
Prezzemolo fresco tritato fine qb
Vino bianco secco di buona qualità qb
Olio extravergine di oliva qb
Aglio a piacere

Cuisine: Cooking time: 5 mins Serving: A piacere people

 

Stuffed mantis shrimps, and au gratin.   Eccola qua un’idea per la vigilia di Natale, da servire come antipasto o come secondo leggero e appetitoso dopo tanto mangiare. Ma perché no: calde, tiepide o fredde queste canocchie sono buone in ogni occasione dell’anno, come indicato sopra o come stuzzichino. Ottime il giorno dopo.

Non c’è molta differenza: possiamo scegliere di cucinarle ripiene dopo averle ben pulite e private delle numerose punte, lasciando il carapace intero, oppure privandole della metà superiore del guscio. In entrambi i casi finiranno per essere gratinate, con la brevissima cottura indicata per tutti i crostacei.

Una volta predisposte alla cottura, prepararle sarà un gioco da ragazzi, e possiamo cuocerle anche il giorno prima per il giorno dopo, cosa che aiuterà non poco chi cucina nei giorni di festa. Sarà una pietanza che conquisterà tutti i palati…

 

 

Esecuzione:

dopo aver scelto e portato a casa delle canocchie fresche quindi piene, prepariamole alla cottura pulendole dagli aculei come ben illustrato e spiegato nella sezione “Le tecniche: puliamo le canocche (pannocche o sparnocchie)” di Cuciniamo insieme.it

Nel procedimento che segue abbiamo pensato ai non amanti dell’aglio, che in una tavolata numerosa ci sono sempre, facendo sì che il suo utilizzo faccia la differenza senza essere invasivo.

Dunque mettiamo in un barattolo o in un contenitore a chiusura ermetica il quantitativo di pangrattato necessario a farcire o a ricoprire le nostre canocchie (ne occorrerà più o meno mezzo cucchiaino a crostaceo, dipende dalle dimensioni). Puliamo l’aglio, tagliamolo a pezzi ed inseriamolo nel barattolo mescolando. Tappiamo e lasciamo riposare per qualche ora in modo che il pane assorba il profumo dell’aglio. Più lo lasceremo riposare più sarà intenso.

Quindi eliminiamo l’aglio, saliamo leggermente il pangrattato, aggiungiamo il prezzemolo tritato, e tanto vino bianco quanto ne basta per inumidire e rendere maneggiabile il pangrattato.

Ora allarghiamo l’incisione che abbiamo praticato sul carapace delle sparnocchie, ed inseriamo un po’ della farcia a base di pane grattugiato. Il giusto, come da foto. Oppure se abbiamo tolto la parte superiore distribuiamola per tutta la sua lunghezza: la farcia insaporirà  le carni e le proteggerà dal calore del grill, lasciandole morbide e gustose.

Allineiamole testa-coda su una placca da forno, irroriamo  di buon olio evo specie dove abbiamo distribuito il pangrattato, e nelle incisioni.

Intanto avremo preriscaldato il forno nella funzione statica a 200°. Spegniamolo ed accendiamo il grill. Inforniamo subito la placca con le canocchie posizionandola nella parte medio-alta del forno. Il calore forte le cuocerà mentre il grillo le dorerà. La cottura deve durare al massimo 5 minuti, a metà dei quali ruotiamo la placca per una cottura uniforme. Non superiamo i tempi di cottura per evitare che secchino. Sforniamo.

Serviamo calde, tiepide o fredde irrorandole col loro sughetto. In questo caso, cari amanti del bon ton a tavola perdonateci… ma  leccarsi le dita è d’obbligo…!

 

Cosa beviamo:  Gewürztraminer, perfetto abbinamento col sapore lontanamente dolciastro delle canocchie. Altrimenti un bianco che ben si sposi con i crostacei, come il Pinot grigio, o un Vermentino di Sardegna.

 

Note:

ricordiamo che questi crostacei possono anche essere congelati interi, crudi o previa scottatura per un attimo in acqua bollente leggermente salata. Si lasciano freddare, si tamponano asciugandoli e si sistemano nelle vaschette o negli appositi sacchetti di plastica. Lasciateli congelati non oltre il tempo indicato sul vostro elettrodomestico. Comunque il prima possibile.

 

Curiosità: la canocchia…

Presente un po’ ovunque nei nostri mari, la canocchia viene pescata principalmente nell’alto e nel medio Adriatico. Ma la sua specie è diffusa anche in tutto il Mediterraneo e nell’Atlantico. Lunga dai 12 ai 18 centimetri, può eccezionalmente raggiungere i 20.

In termini di quantità è il crostaceo più pescato nelle nostre acque dove viene catturato tutto l’anno, con particolari picchi nel periodo autunno-inverno con le reti a strascico; in estate-autunno con quelle da posta. Gli intenditori ritengono che le sue carni siano migliori nella stagione invernale compresa fra dicembre e marzo. La Squilla Mantis la si riconosce per le caratteristiche macchie poste sulla parte caudale, spesso scambiare per  occhi.

Nomi dialettali: panocchia, pannocchia, spernocchia, sparnocchia, erroneamente cicala di mare, canocia, canoccia, balestrin, cannocia, cannocchiella, cecala, càmbara de fangu, solegianu de mari, astrea.

 

Massime, citazioni, detti, proverbi e aforismi…

“A Santa Caterina,  xè meio una canocia che una galina..”  (Antico proverbio veneto)

“A Santa Caterina, è meglio un canocchia che una gallina” , a significare la prelibatezza delle sue carni nel periodo in cui si festeggiava (e si festeggia) la Santa, e cioè il 25 di novembre. Ma per contro…

“Te son svodo come una canocia…”

“Tu sei vuoto come una canocchia”, sempre in dialetto veneto, stava ad indicare la delusione di fronte ad una persona magari bella d’aspetto ma insulsa, come una bella pannocchia svuotata perché mal conservata o non più fresca…

 

Testi e foto, ove non specificato, copyright Cuciniamoinsieme.it. Ne sono vietati l’uso e/o la riproduzione anche solo parziale senza previa autorizzazione. Cliccare, e poi cliccare ancora sulle foto in basso  per ingrandirle…

 

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