Posted by clara on Apr - 24 - 2016 under Conserve, Dolci, marmellate&composte
Ingredients

Per un chilo di kiwi maturi sbucciati + il limone:
Zucchero semolato 700 g
Limone, 1 piccolo e non trattato

Occorrente:
Barattoli a chiusura ermetica sterilizzati
spargifiamma
Frullatore o mixer

Cuisine: Cooking time: 90 mins Serving: 00 people

Italian recipes. Kiwi jam with hints of lemon.  Delizioso gioco di consistenze per questa insolita preparazione di frutti  ricchi di vitamina C: i fragili semini dei kiwi e la buccia del limone fantasticamente “candita”, a far da contrasto con la  densità vellutata della confettura. Per crostate o ripieni originali, per la colazione del mattino. Ottima spalmata su un velo di buon burro…

 

Esecuzione in 4 step (per un chilo totale di kiwi sbucciati + il limone):

-Fase 1: Peliamo i kiwi, acquistati ben maturi. Tagliamoli per il lungo ed affettiamoli. Riduciamoli in purea frullandoli o passandoli con il frullatore ad immersione.  Versiamo il tutto in una pentola pesante dal fondo spesso.

-Fase 2: laviamo ed asciughiamo un piccolo limone non trattato. Scartiamo le due estremità, quindi tagliamolo per il lungo. Affettiamolo sottilmente eliminando i semi man mano che ne troviamo. Aggiungiamo le fettine di limone alla purea di kiwi.

Uniamo al tutto lo zucchero e mescoliamo bene. La trasformazione alchemica ha inizio:

-Fase 3: poniamo sul fornello del gas uno spargifiamma e su questo la pentola. Lasciamo scaldare a fuoco allegro. Quindi abbassiamo la mapopola al minimo e lasciamo sobbollire mescolando spesso per un’ora-un’ora e mezza all’incirca.

-Fase 4: facciamo la prova-piattino. Se la confettura è pronta con attenzione cominciamo a versarla bollente nei barattoli a chiusura ermetica preventivamente sterilizzati. Riempiamoli fino all’orlo. Tappiamoli e rovesciamoli a testa in giù su una superficie non di marmo dunque al riparo da shock termici (va benissimo un tagliere in legno o in materiale plastico).

Capovolgerli serve a creare il sottovuoto. Lasciamoli a testa in giù finché non saranno completamente raffreddati. A questo punto dopo averli etichettati poniamo i barattoli in dispensa fresca e buia. Come qualsiasi altra confettura per esprimere il meglio di sé andrà consumata a partire da un mese almeno dalla preparazione. Conservare in frigo una volta aperto il barattolo.

 

Note:

-La prova piattino: è un modo nemmeno tanto empirico escogitato dalle nostre nonne per determinare il grado di cottura di marmellate e confetture. Se ne versa la punta di un cucchiaio su un comune piattino in ceramica. Se  inclinandolo la goccia scivola velocemente, la preparazione dovrà cuocere ancora. Se scivola molto lentamente o resta ferma, a seconda della densità che vorrete darle, la preparazione è pronta per essere imbarattolata.

-Una cottura lenta e lunga: personalmente ritengo che ogni preparazione richieda dei tempi che devono assolutamente essere rispettati. Lungi da me dunque le marmellate superveloci cotte sul fornello a gas. Dai “tempi dei tempi” queste ghiotte preparazioni hanno sempre richiesto pazienza e cura. E questa di oggi non sfugge alla regola. Anzi, sarà proprio la cottura prolungata e a fuoco basso, che darà alle bucce di limone che incontreremo qua e là quella deliziosa consistenza caramellosa e candita, impossibile da ottenere con una cottura frettolosa

-Lo spargifiamma: è importante usare questo distributore di calore  come buona regola in caso di preparazioni che richiedono lunga cottura e che necessitano di essere mescolate spesso: contribuirà ad evitare che attacchino al fondo e/o brucino.

 

Curiosità: l’Actinidia deliciosa… ovvero il kiwi

Il kiwi è un frutto-bacca commestibile prodotto da diverse specie di liane del genere Antinidia. La pianta è originaria della  Cina meridionale, dove si coltivava circa 700 anni fa per il suo frutto considerato una prelibatezza dagli imperatori cinesi;  il suo uso era anche ornamentale.

Arrivò in Inghilterra all’inizio dell’Ottocento, e nel Novecento si diffuse attraverso coltivazioni intensive in Nuova Zelanda, dove trovò un ambiente abbastanza favorevole. Per questo il suo nome deriva appunto  dall’uccello tipico della Nuova Zelanda, il Kiwi.

Alla fine del Novecento questo frutto si diffuse anche in Europa e soprattutto in Italia, che oggi ne è il secondo produttore al mondo,  maggiormente in Piemonte e nel Lazio.

 

Per il piacere di saperlo…

Lo sapevate che di questa bacca oltre alla nota qualità a polpa verde, divenuta ormai un classico anche della nostra produzione nazionale, esitono anche altre varietà? Quella un po’ più difficile da trovare a polpa dorata (a nostro avviso meno saporita) che ha il pregio di avere la buccia libera dalla fastidiosa peluria. E quella che raramente giunge fin da noi,  dalla polpa rossa o rosso-rosata che contrasta con la buccia color mattone, o a polpa verde e con semini a raggera straordinariamente rossi. Diversi poi gli ibridi dalle variegate colorazioni che giungono fino all’azzurro.

Qualità nutrizionali: come dicevamo è un frutto ricco di vitamina C (85 mg/100 g), potassio, vitamina E, rame, ferro e fibre.

L’alto potassio e la povertà di sodio rendono quest bacca ideale per gli sportivi poiché diminuisce il rischio di crampi. Rende la pelle più elastica e riduce le rughe, grazie alle vitamine antiossidanti che contrastano i segni del tempo distruggendo i radicali liberi. Diminuisce i trigliceridi nel sangue, protegge gengive e denti. Giova alla salute dell’occhio mantenendolo giovane; è consigliato per chi ha problemi di digestione ed aiuta il lavoro dell’intestino al pari delle verdure e delle prugne. Contrasta anche l’accumulo di placche nelle arterie.
L’apporto calorico è molto basso: ha 44 kcal in 100 g circa;  questo perché è costituito da circa l’84% di acqua, il 9% di carboidrati e da tracce di grassi e proteine (tratto da Wikipedia).

 

Italia goliardica… “Cartelli e avvisi divertenti”…

Tutte le donne sorprese a palpare la frutta subiranno lo stesso trattamento…”

No comment…

 

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