Posted by clara on Ago - 13 - 2018 under Antipasti&Stuzzichini, Le frittate, Menu' dell'Aviatore, Piatti unici, Uova
Ingredients

Portulaca, due mazzi da mondare
Uova fresche di gallina, 6
Olio extravergine di oliva, quanto basta
Latte, un paio di cucchiai
Sale qb

 

Spontaneous herbs. Purslane omelette. Diffusissima in orti, strade  e giardini e ricca di proprietà la portulaca oggi è solitamente consumata in insalata. Ma il suo uso in cucina ha origini antichissime come vedremo più avanti. Oggi la sposiamo alle uova per una gustosa, salutare ed economica frittata.

 

Esecuzione, per 4 persone (in 4 step):

-Fase 1: mondiamo la portulaca  eliminando i rametti più duri. Sciacquiamola in abbondante acqua. Tagliamola grossolanamente.

-Fase 2: in una padella antiaderente scaldiamo sufficiente olio e aggiungiamo la portulaca, insieme ad un mestolo d’acqua. Saliamo e cuociamo dolcemente mescolando di tanto in tanto. Aggiungendo via via poca acqua calda se serve portiamo a cottura al dente. Lasciamo asciugare il liquido del fondo senza far seccare la verdura. Lasciamo intiepidire.

-Fase 3: sbattiamo le uova intere con l’aggiunta di sale ed un goccino di latte.  Aggiungiamo la portulaca tiepida e mescoliamo per bene.

-Fase 4: ungiamo con un velo d’olio la padella che avremo pulito con della carta da cucina,  e lasciamo scaldare. quindi versiamo la miscellanea di uova, livelliamo per distribuire uniformemente la verdura, incoperchiamo e lasciamo cuocere finché la parte a contatto con la padella non è dorata.

Giriamo la frittata con l’aiuto di un coperchio non bombato o di un piatto da pizza. Facciamo dorare anche l’altro lato. Lasciamola scivolare sul piatto, e serviamo calda o fredda.

Tagliata a quadrotti può essere servita tra gli antipasti, o infilzata negli appositi stecchini come stuzzichino da apertitivo

 

L’idea in più….

-Potete giocare coi sapori come più vi piace. Alcuni esempi: aggiungendo al latte una presa di grana o parmigiano.  O aggiungere dadolini di prosciutto crudo o cotto, o di speck. Quando la portulaca cuoce potete aggiungere dell’aglio che poi toglierete, e del peperoncino. O sgranare una salsiccia. Aggiungere pezzetti di mozzarella da cucina o dadolini di formaggio. A seconda di ciò che aggiungerete però regolatevi col sale.

 

Curiosità: la Portulaca Oleracea

L’uso di consumarla mista all’insalata risale addirittura al Seicento, quando nelle cucine del re spagnolo Carlo II veniva appunto servita in insalata insieme a lattuga, cerfoglio, borragine e petali di calendula e condita con olio e succo di limone. Se ne riporta l’uso culinario anche alla corte di Luigi XIV di Francia, il Re Sole. Alla fine del secolo scorso invece un principe romano appassionato di caccia, soleva servire ai suoi ospiti abbondanti insalate di sola portulaca come accompagnamento alle pietanze di cacciagione.

Un’erba spontanea consumata da tempo immemore, dapprima come medicinale per le sue straordinarie proprietà, dagli antichi Egizi e poi dai Romani. Per Plinio ad esempio frenava la libido e regolarizzava l’apparato digerente. Ma non ci volle molto perché entrasse anche nelle cucine come alimento prelibato, e si diffondesse proprio per la sua facile reperibilità, nella cucina povera, specialmente laziale, campana e siciliana. Veniva apprezzata per le sue proprietà curative e per il suo sapore leggermente salino, acidulo, intenso e fresco. Non si sapeva, allora, quanto fosse  ricca di Omega 3 ma se ne intuivano i benefici.

Come insalata era parte di quel misto ancor oggi chiamato in centro Italia e al sud “misticanza”, in cui entravano anche l’erba Stella, o minutina, la rucola, la cicoria selvatica, i caccialepri, il finocchietto selvatico, i raponzoli, i crispigni, il tarassaco o pisciacane, il crescione, il papavero. Tutte erbe spontanee che spesso i frati raccoglievano ed offrivano alle famiglie in cambio della questua. Ecco perché una volta era chiamata “erba fratesca”.

Immaginabile come la portulaca sia nota con tanti nomi regionali; i più comuni sono  porcacchia, porcellana, o erba grassa. Nella cucina siciliana, ‘a purciddana è usata per la preparazione di insalate, come l’Insalata ferragostana con pomodori, cetrioli, cipolle stemperate in olio, aceto e sale; oppure nell’insalata con verdure lesse, dove le foglie e i giovani germogli sono usati con patate bollite e cipolle al forno. Altro uso è quello di preparare piccole frittelle di Purciddana, in cui le cime della pianta – intinte in una pastella di acqua e farina – sono fritte singolarmente in olio ben caldo e poi servite come stuzzichini o antipasti. C’è chi la conserva anche sott’olio.

 

Massime, citazioni, detti, proverbi, aforismi, frasi e sonetti…

La porcacchia fu cantata nel 1800 anche dal poeta romanesco Giuseppe Gioacchino Belli; nel sonetto “La Guittaria” questi tra l’altro scriveva:

“Guitto scannato!
e cché, nun te conoschi d’êsse ar zecco, a la fetta e a la verdacchia?
Stai terra-terra come la porcacchia…”

“Miserabile senza denari,
non ti accorgi di essere a secco, alla ‘frutta’,  praticamente al verde?
Stai terra terra, come la porcacchia”, riferendosi al portamento strisciante e raso terra peculiare della portulaca.

 

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