Ingredients

900 g di granchi vivi
600 g di polpa di pomodoro in pezzi finissimi
1/2 bicchiere abbondante di vino bianco secco
2 spicchi di aglio tagliati in due parti
Prezzemolo tritato
Olio e.v.o., sale e peperoncino qb
Fette di pane casareccio a piacere

Cuisine: Cooking time: 25 mins Serving: 4 people

 

Certo, questo non è un piatto che sfama, ma è uno sfizio saporito, uno stuzzichino dopo un primo abbondante nel cui sughetto immergere del pane bruschettato. Ma se lo teniamo un po’ più liquido può diventare anche una zuppetta da mangiare con crostini dorati nell’olio. Questi piccoli granchi di mare, due volte l’anno, in periodo di muta del guscio, sono le famose moeche (o moleche), autentica prelibatezza della laguna di Venezia. Questi crostacei che non raggiungono mai grandi pezzature hanno un ottimo sapore, anche se da mangiare non c’è un granché, tranne quando non si trasformano in moeche. Ma inzuppare il pane in quel sughetto…, rompere chele e guscio e succhiare il contenuto… che gusto!

 

Esecuzione:

Sciacquiamo sotto l’acqua corrente i nostri granchi. In una padella versiamo l’olio, e facciamovi dorare uno spicchio di aglio tritato con lo schiaccia-aglio. Mettiamo il fornello al massimo, Versiamo i granchi insieme ad 7un goccino di acqua ed incoperchiamo. Dopo un paio di minuti togliamo il coperchio, saliamo, aggiungiamo il prezzemolo, il peperoncino e sfumiamo col vino. Facciamolo evaporare a fuoco vivo.

Ora aggiungiamo il pomodoro; versiamo ancora un po’ di acqua, incoperchiamo e facciamo insaporire a fuoco dolce per una ventina di minuti. Come dicevo, potete ridurre il sugo ad intingolo, oppure lasciare il tutto più brodoso; in questo caso aggiungete ancora un po’ di acqua quando vedete che sta asciugando troppo.

Nel frattempo tostiamo delle fette di buon pane casareccio del giorno prima, tipo lariano bianco o di grano duro a lievitazione naturale, e accompagnamole ai granchi con l’intingolo. Oppure tagliamo a quadretti  il pane e facciamolo dorare da entrambi i lati in un padellino con un filo di olio, facciamoli asciugare dall’unto  e tuffiamoli nella zuppetta.

 

Cosa beviamo: Falanghina, Grillo di Sicilia  o un Aragosta di Sardegna

 

Note:

Entro nel personale, ma questa volta non posso farne a meno, visto come sono vividi i ricordi que questo crostaceo risveglia in me. Ogni volta che vedo questi granchi mi ricordo di quando da bambina andavo a caccia di una specie simile in un torrente, che scorreva in uno dei terreni di mia nonna, insieme ai miei cugini, quando trascorrevamo da lei le vacanze estive. Che cacce… Oppure ancor più forte è il ricordo di quando, sempre bambina andai in vacanza in una nota località marina della costa romana, frequentata da molti attori che lì avevano casa. Io e mio fratello facemmo amicizia con i figli, nostri coetanei, di una coppia di questi. Molto famosa.  Oggi quei due bambini sono un apprezzato regista e attore uno, e un attore anche di teatro l’altro. Ma non dimenticherò mai quando la loro mamma, seduta sulla sdraio con un curioso cappellino in testa, ci metteva in mano i secchielli di buon mattino, e ci spediva a cercar granchi. E ne trovavamo! Ebbene, come può una bambina dimenticare che la signora in questione, felicissima quando glieli portavamo, li mangiva crudi, pressoché vivi, lì sulla spiaggia, all’ombra di un ombrellone? E con quanto gusto, mentre noi arricciavamo il naso e storcevamo la bocca…

 

Curiosità:

il granchio di cui parliamo è un  Carcinus mediterraneus, una tra le più note e comuni specie di granchi, facilmente distinguibile per la forma del carapace, ovale, liscio, provvisto di un’evidente seghettatura anteriore.

 

Meal: Food type:

One Response so far.

  1. Cherly Dirienzo ha detto:

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