Posted by clara on Apr - 21 - 2013 under Cake design & Cake art, Dolci, Torte
Ingredients

Uova 7 rossi e 7 albumi
Fecola di patate 150 g
Zucchero semolato 150 g
Succo filtrato di 1 limone
Vanillina 1 bustina
Sale fino un pizzico
No burro, no olio, no farina, no lievito

Per la farcia:
6-7 cucciai di confettura di amarene (non ciliegie)
Qualche cucchiaio di sciroppo di amarene

Per la copertura...
Crema Chantilly realizzata con:
250-500 ml di panna fresca secondo la grandezza del dolce
50-100 g di zucchero a velo
1 bacca di vaniglia

Per decorare...
Amarene in sciroppo
Farfalline in pasta di zucchero

Cuisine: Cooking time: 30-45 mins Serving: 8-10 people

 

Old Italian recipes. Light. Venus cake: no fat, no flour, no yeast … (aka the day after cake).   Una ricetta antica di almeno 200 anni questa; una sorta di pan di spagna leggero, anzi leggerissimo, dal momento che non contiene grassi di alcun tipo (né burro, né olio, né margarina né strutto per l’appunto). Adatta ai celiachi in quanto non contiene farina bensì una quantità modesta di fecola di patate. E non contiene lieviti: chi ne fosse allergico approfitti! Inoltre la modesta quantità di zuccheri la rende ancor più indicata per le persone a dieta: non dimenticate, la prova-costume è alle porte…

Possiamo chiamarla anche “Torta del giorno dopo”, in quanto una volta cotta sarà talmente delicata e leggera che occorreranno almeno 24 ore prima di poterla tagliare e gustare, o farcire, come abbiamo fatto noi. Inoltre appena fatta risulterebbe leggermente spugnosa. Ottima al naturale per la colazione del mattino o con il tè per uno spuntino pomeridiano, ma con una torta così possiamo anche concederci il piacere, volendo, di una farcitura a base di creme varie o di confettura, e/o di una copertura magari di crema chantilly come abbiamo fatto noi, che l’abbiamo “vestita a festa” per festeggiare un compleanno…

 

Esecuzione:

dobbiamo separare i tuorli dagli albumi delle uova, quindi lavoriamo su due ciotole mettendo nell’una i rossi e nell’altra i bianchi. Aggiungiamo ai rossi lo zucchero e montiamo bene con le fruste (in proposito leggete le Note in basso).

In precedenza avremo pesato e setacciato la fecola insieme alla vanillina e aggiunto un pizzico di sale fino, e spremuto e filtrato il succo di un bel limone.

Ora con la velocità delle fruste al minimo, aggiungiamo, alternandoli finché non saranno incorporati, fecola con vanillina e sale,  e il  succo di limone: un po’ e un po’, fino ad esurimento degli ingredienti. Finiamo di lavorare con le fruste al massimo.

Poi velocemente laviamo e asciughiamo le fruste, dopo averle smontate a corrente staccata se sono elettriche, e montiamo le chiare, come dicevamo a neve ferma (capovolgendo il contenitore nondovranno cadere).

Adesso incorporiamo gli albumi a neve nell’impasto, delicatamente con una spatola, lavorando sempre dall’alto verso il basso e non in senso circolare per non smontarle.

Possiamo usare uno stampo-tortiera antiaderente come il nostro, ma se ne avete uno in alluminio possiamo anziché imburrarlo e infarinarlo come di consueto, usare del pangrattato finissimo al posto della farina, come nella ricetta originale, anche sui bordi ed eliminando quello in eccesso.

Versiamo l’impasto, battiamo la teglia sul piano di lavoro per eliminare eventuali bolle d’aria. Inforniamo nel ripiano centrale del forno già preriscaldato a 180°. Dopo mezz’ora possiamo aprire per la prova stecchino come specificato nelle Note qui sotto.

Terminato il tempo lasciamo ancora un paio di minuti a forno spento prima di sfornare. Una volta freddato, cospargere con un sottilissimo strato di zucchero a velo il dolce ci aiuterà ad estrarlo dalla tortiera.

La farcia: noi abbiamo farcito questo dolce intiepidendo in un pentolino 6-7 bei cucchiai di confettura di amarene (attenzione, non di ciliegie). L’abbiamo poi allungata con un poco dello sciroppo di amarena contenuto nei barattoli di amarene in sciroppo della Fabbri. Con qualche cucchiaio di sciroppo abbiamo anche leggermente bagnato una metà della torta dopo averla tagliata, per poi spalmarvi la farcia. Qualche amarena, insieme alle farfalline in pdz, è stata usata anche per il decoro finale.

 

Cosa beviamo:  genericamente vino Moscato, ma potrebbe anche dipendere dal tipo di farcitura o di copertura, quindi anche una dolce bollicina…

 

Note:

il segreto per la perfetta riuscita di questa torta (e per il pan di spagna in genere) sta nel lavorare a lungo con le fruste o con la planetaria i tuorli con lo zucchero, affinché montino più che bene.  Solo così, insieme agli albumi a neve ferma, otterrete un dolce alto senza l’aggiunta del lievito.

Controllate la torta nella fase finale di cottura. Noi volutamente abbiamo messo le foto della prima realizzata, quando ancora non sapevamo come avrebbe reagito l’impasto alla temperatura del nostro forno statico. Ed è venuta un po’ brunita all’esterno. Abbiamo così realizzato che i tempi ideali per il nostro elettrodomestico e a 180° sono 35 minuti di cottura, contro i 40-45 consigliati. Tenete quindi presente che ogni forno è diverso: testate il vostro ed otterrete un pan di spagna light perfetto! E non dimenticate mai la prova-stecchino, ma solo allo scoccare della mezz’ora…

La Chantilly è una crema a base di panna fresca (lasciata a in frigo per una notte con polpa e semi di una bacca di vaniglia e poi filtrata), montata e quindi addizionata di zucchero a velo nella proporzione, nell’ordine, di 5 a 1  (250 ml di panna, 50 g di zucchero a velo; più 1 bacca di vaniglia). In commercio si trovano anche dei prodotti già pronti da montare, ma in questi casi consigliamo sempre il “fai-da-te”!

 

L’idea in più…

Se avete ospiti approfittate di questa “Torta del giorno dopo” per prepararvela in anticipo. Solo qualche ora prima di servirla non dovrete fare altro che occuparvi della farcia e/o della copertura. Anche eventuali decorazioni in pasta di zucchero (pdz) possono, anzi devono essere preparate almeno il giorno prima. Per un’occasione semplice invece potete anche servirla  spolverizzata di zucchero a velo, ed eventualmente decorata con soggetti in pdz o in ghiaccia reale.

Potete anche farcirla e ricoprirla di cioccolato distribuendo sui bordi delle codette sempre di ciocolato. Per la farcitura-copertura potete usare una ganache come spiegato nella ricetta Le tecniche. Cake pops di colomba e crema Ganache: l’impasto di Cuciniamoinsieme.it

 

Consigli preziosi…

Quando preparate un dolce che richiede la separazione dei rossi dagli albumi, ricordate  sempre che se un po’ di bianco finisce sui rossi la cosa sarà ininfluente, ma se accadrà il contrario, se cioè anche una sola goccia di tuorlo dovesse finire negli albumi, questi ultimi non monteranno mai! Quindi attenzione…

Quando montate gli albumi a neve ferma, aggiungete prima sempre mezzo cucchiaino di zucchero (o di sale fino): questo aiuterà ed accelererà la preparazione…

 

Gli utilizzi della torta Venere…

Trattiamolo come qualsiasi altro pan di Spagna ma light, al naturale o farcito e/o ricoperto di creme varie, cioccolato o pasta di zucchero. Possiamo anche usarla per dei Cake pop dietetici, per una zuppa inglese, per degli zuccotti o per quello che vi suggerisce la fantasia…

 

Le origini di questo dolce…

Una ricetta antica dicevamo, risalente a quando il burro magari era un lusso per pochi, e nella case contadine le uova non mancavano per gran parte dell’anno… La ricetta di questa torta mi è stata data da un’amica, Venere per l’appunto da cui il nome che gli abbiamo dato, ed è tratta dal  ricettario della sua famiglia perché  la cucinavano entrambe le sue bis-bisnonne, e facendo i dovuti calcoli siamo risalite indietro nel tempo di ben oltre due secoli abbondanti. Un dolce dalle origini mantovane, come la famiglia di Venere, poi trapiantata nel milanese.

 

 Massime, citazioni, proverbi e aforismi:

“L’uomo è il capo della famiglia… La donna è il collo che muove il capo come e quando vuole…”

(Antico proverbio orientale)

 

Testi e foto copyright Cuciniamoinsieme.it. Ne sono vietati l’uso e/o la riproduzione anche solo parziale senza previa autorizzazione. Cliccare, e poi cliccare ancora sulle foto in basso  per ingrandirle… 

 

 

 

Meal: Food type:

4 Responses so far.

  1. maddalena ha detto:

    E BRAVA UN DOLCE GIUSTO PER QUESTI TEMPI !!!

  2. Dina Koutsonia ha detto:

    Perfetto!!! perfetto e l’arredamento. Mi chiedo che si mangiano le farfalle;

    • clara ha detto:

      Dina. you speak perfect Italian 🙂 I’m sorry my dear, I had not yet seen this message. Of course, you eat, except the antennae ….
      and the colors are alimentary colors

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