Ingredients

Pesce spatola sfilettato 600-700 g
Pomodoro passato rustico, un paio di tazze o più
Aglio, 1-2 spicchi
Prezzemolo fresco tritato, una manciata
Olio extravergine di oliva, qb
Sale marino qb
Peperoncino a piacere se gradito

 

Italian. Aviator menu: scabbard fish (Lepidopus caudatus), fast, in tomato sauce.  Veloce, digeribile, gustoso e senza spine: una ricetta “last minute” per approntare un ottimo secondo degno della più classica cucina marinara… Prepariamolo insieme.

 

Esecuzione, per 4 persone (in 4 step):

-Fase 1: facciamoci sflilettare o sfilettiamo il pesce spatola (o sciabola). Tagliamolo a pezzi regolari e sciascquiamolo sotto l’acqua corrente strofinando con delicatezza la pelle per togliere la patina argentea. Tamponiamo ed asciughiamo i pezzi.

-Fase 2: in una padella capiente versiamo del buon olio e facciamo imbiondire dell’aglio a piacere. Per una versione light possiamo mettere anche tutto a crudo.

-Fase 3: aggiungiamo della passata rustica di pomodoro. Saliamo, aggiungiamo abbondante prezzemolo tritato e peperoncino se piace. Allunghiamo con un po’ d’acqua e facciamo insaporire per una manciata di minuti.

-Fase 4: a  questo punto sistemiamo nella padella i pezzi di spatola possibilmente non sovrapponendoli. Ancora un goccino d’acqua se serve, abbassiamo al minimo la fiamma e cuociamo senza rigirare coprendo con un paraspruzzi.

La cottura è breve. Una decina di minuti o finché il sughetto non  sarà ridotto secondo i vostri gusti.

Noi l’abbiamo  servito dopo aver eliminato l’aglio,  con della bietola rossa cotta direttamente in padella secondo la nostra ricetta “Bieta rossa stufata in padella“. Ottimo abbinamento…

 

Note:

-Vino sì o vino no… Noi siamo dell’idea che l’abitudine divenuta ormai uso comune di aggiungere in cottura  la classica spruzzata di vino, sia nata soprattutto per “sgrassare” e per smussare sapori troppo forti, ma specie nelle pietanze di pesce per nascondere le “magagne” di prodotti non freschissimi. E infatti difficilmente noi ne usiamo nelle nostre ricette. Se vengono impiegate materie prime di qualità, perché nasconderne i pregi ed i profumi con l’aggiunta del vino che ne distorce il sapore, soprattutto quando parliamo di cotture brevi? Impariamo a gustare nella loro essenza quanto ci regalano il nostro splendido mare e la nostra fertile terra…

 

Cosa beviamo: Cerasuolo da Montepulciano d’Abruzzo, oppure un buon bianco come un Fiano d’Avellino, un Cinque Terre  o dal sole della Sicilia un Corvo Colomba Platino.

 

L’idea in più…

-la vostra spatola in intingolo marinaro avrà un delizioso tocco mediterraneo se in cottura la insaporirete con una manciatina di capperi ben dissalati e qualche pezzetto di oliva nera denocciolata qua e là.

-Il sughetto se abbondante oltre che per fare la “scarpetta” (pucciare), può essere anche usato per condire spaghetti, linguine, o il formato di pasta che preferite.

 

Cusiosità: il pesce spatola, o bandiera, o sciabola…

Lepidopus caudatus, conosciuto comunemente come pesce sciabola, spatola o pesce bandiera, è un pesce d’acqua salata appartenente alla famiglia Trichiuridae. E’ diffuso nel Mar Mediterraneo (prevalentemente nella zona occidentale), nella costa atlantica orientale (dall’Islanda al Sudafrica) e nell’indo-pacifico, pressoché ovunque.
È un carnivoro molto attivo che si nutre di calamari, crostacei e pesci. Le sue carni hanno dunque un gusto ottimo. Si pesca durante tutto l’anno, ma soprattutto d’estate  quando si avvicina a riva.
In termini strettament dialettali lo troviamo anche come: argentin, spada argentina, spatola, pesce falce, lama d’argento, sciabola, curiscia, pesce bannera, pisci ‘argento, pisci lama, spatula (tratto da Wikipedia).

In  cucina, proprio per il suo corpo piatto ed allungato, e per la scarsa presenza di spine comunque facilmente removibili, si presta alle più disparate preparazioni: spazio dunque alla fantasia. Le più classiche sono fritto, in umido alla marinara, ad involtino, in polpette, ma anche al gratin, alla griglia, o come base per gustosi sughi di mare per paste o risotti.

 

Massime, citazioni, detti, proverbi e aforismi…

“Si mangia u pisci cu si vagna u culu…” (Antico detto popolare calabrese)

“Mangia il pesce chi si  bagna il fondoschiena…”. In questo caso la saggezza popolare insegna che si ottiene quel che si è guadagnato, come il pescatore, che si nutre dei prodotti del suo duro lavoro dopo essersi “bagnato” le natiche per tirare a terra i pesci.

 

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