Posted by clara on Ott - 19 - 2012 under Conserve, Dolci, marmellate&composte
Ingredients

Mele cotogne
Zucchero semolato, pari peso al brodo di cotogne
Succo di 1 limone

Cuisine: Cooking time: 3 h, più per il brodo 60 mins Serving: A piacere people

Honey made from whole apples quinces.   Finalmente abbiamo quasi esaurito la nostra scorta di mele cotogne, e fatta una bella provvista di cotognata dura, di confettura e di miele di mele cotogne, quest’ultimo fatto con bucce e torsoli avanzati dai frutti impiegati per le prime due ricette. Ma ci rimangono le ultime mele, quelle più brutte e piccole. Di buttarle non se ne parla, anche  perché hanno tanta ottima polpa.  Che farne?

Ne faremo dell’altro miele seguendo un metodo diverso, e stavolta impiegheremo l’intero frutto, opportunamente ripulito dalle parti rovinate o bacate. Mettiamoci all’opera…

 

Esecuzione:

laviamo, tagliamo e ripuliamo delle parti sopra descritte le mele cotogne, lasciando torsoli, bucce e semiintegri. Ritagliamole in grossi spicchi, risciacquiamole per togliere ancora eventuali impurità e mettiamole in una pentola. In questo caso andrà bene anche un pentolone leggero in alluminio. Ricopriamole di acqua per un abbondante dito.

Poniamo sul fuoco e portiamo l’acqua a bollore a pentola incoperchiata; portiamo la fiamma a temperatura medio-bassa e facciamo sobbollire per circa 1 ora. Le mele dovranno rilasciare i loro succhi ma non dovranno disfarsi né rompersi. Dunque non alziamo la fiamma e non mescoliamo. Trascorso il tempo, quando cioè le cotogne saranno morbide, spegniamo il fuoco e facciamo depositare per circa mezz’ora.

Procuriamoci un passino tipo setaccio (altrimenti andrà bene  un colapasta rivestito di lino a trama fine o garza) e senza smuovere troppo la pentola coliamo delicatamente in una pentola in acciaio pesante dal fondo spesso quanto più liquido possiamo, il cosiddetto brodo.

Quindi trasferiamo il setaccio su una ciotola capace, versiamo nel setaccio tutte le mele e il liquido rimasto. Copriamo con un canovaccio e lasciamo sgrondare per una notte senza toccare e soprattutto senza premere.

Il mattino dopo riuniamo  tutto il brodo (intendo quello della pentola e quello della ciotola colato nella notte), che se è limpido non andrà filtrato di nuovo. Pesiamolo e rimettiamolo nella pentola pesante. Aggiungiamo uguale peso di zucchero semolato e il succo filtrato di un grosso limone. Rimettiamo sul fuoco diffuso dallo spargifiamma e mescolando di tanto in tanto facciamo ridurre cuocendo a fuoco basso per circa 3 ore. O comunque finché facendo la prova-piattino non appurerete che ha assunto una consistenza densa e mielosa e una colorazione bruno-rossiccia. Dopo una mezz’ora dal bollore però schiumiamo bene per ottenere un prodotto limpido.

Ora possiamo riempire i barattoli in vetro opportunamente sterilizzati (coperchio compreso) con il nostro miele versato ancora bollente. Per non bruciarvi tenete i vasetti proteggendovi la mano con un canovaccio ripiegato. Tappate bene e capovolgete i barattoli. Teneteli capovolti finché non sono completamente freddi. Quindi potete provvedere a riporli in luogo fresco e asciutto possibilmente buio dopo averli etichettati. Tenere in frigo una volta aperto.

 

Note:

usate questo miele per preparazioni dolci ma anche come accompagnamento per bolliti o su formaggi stagionati. Può anche essere usato come sostituto dello zucchero per dolcificare tè, bevande calde o tisane.

Utilizzeremo questo miele anche nella prossima ricetta, un desserto al cucchiaio semplicissimo da preparare e dal sapore antico: il primo “matrimonio” di sapori che mi è venuto in mente la prima volta che ho fatto il miele di cotogne, quindi tutto Made in Cuciniamoinsieme.it. Facile facile, ma non vi anticipo altro…

 

Il trucco c’è e si vede:

niente di più noioso che togliere le incrostazioni di marmellate o di  sostanze zuccherine dalla macchina del gas, dopo che abbiamo fatto bollire (e schizzare) per ore le nostre preparazioni. Proteggere il piano dei fuochi con della carta d’alluminio (come si vede nella foto) vi aiuterà poi  nelle operazioni di pulizia.

 

Il rimedio di nonna “nocciolina”:

Quella mia. In mancanza del vero miele di api, prendete l’abitudine prima di uscire di casa nelle fredde mattine invernali di scaldare  in un cucchiaio posto sul fornello un po’ del nostro miele: mandatelo giù ben caldo, chiudete la bocca e tuffatevi pure nell’aria gelida tenendo la gola ben coperta…

 

 

Testi e foto copyright Cuciniamoinsieme.it. Ne è vietato l’utilizzo o la riproduzione anche solo parziale senza previa autorizzazione.

 

 

Meal: Food type:

3 Responses so far.

  1. manuela ha detto:

    ciao, mi piace molto questa ricetta, però non ho capito cosa ne fai di tutta la polpa avanzata.

    • clara ha detto:

      Ciao Manuela. Piacere di leggerti qui. Guarda che è veramente una cosa speciale (pensa che ne ho dato un vasetto ad un amico inglese: dice che è meglio dello sciroppo d’acero! Inoltre lo mette anche nello yogurt greco). Comunque, la polpa trattala come una qualsiasi polpa di mela cotta. Solo tieni presente che è già “sfruttata”. Una volta estratta, eliminati cioè bucce torsoli e semi e considerato che è già ben scolata, può essere mangiata così a mousse spolverizzata di zucchero.

      Se la metti in delle coppette puoi anche farci colare su del caramello per un dolcetto al cucchiaio veloce e senza troppe pretese. Addizionandola magari di un goccio di liquore o di vino liquoroso. O spolverizzata di cannella e zucchero a velo.

      Oppure magari dopo averla addolcita, ma anche così, può diventare una farcia insieme a qualche chicco di uva passa per dei fagottini di pasta sfoglia. Insomma, tutto quello che ti suggerisce la fantasia. La puoi anche surgelare volendo. Ma proprio perché impoverita di tutti gli elementi che il friutto contiene non ti consiglio di usarla per dei succhi di frutta.

      Altra soluzione: fai o la confettura, o la cotognata come da ricette, e per il miele usa bucce e torsoli avanzati, ma la quantità di miele che otterrai sarà decisamente minore…

      Fammi sapere se hai qualche difficoltà a realizzare quanto ti ho suggerito, e ti darò io qualche ricetta. Un salutone, e grazie della visita… 🙂

  2. Gregory Despain ha detto:

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