Posted by clara on Apr - 25 - 2012 under Carne, Maiale, Piatti unici, Verdure
Ingredients

1 chilo e 200 g di patate
800-1000 g di porchetta
Abbondante rosmarino fresco
1 o 2 spicchi di aglio vestito
Olio e.v.o., sale e pepe nero qb


Cuisine: Cooking time: 20-30 mins Serving: 4 people

 

Quando non si ha voglia, o non si ha tempo, di mettersi ai fornelli per cose laboriose, perché rinunciare ad un piatto appetitoso? In una sola mezz’ora ecco la soluzione: un secondo ed un contorno, che se accompagnati da un’insalatina diventa un piatto unico. Quindi bando a sughi e a piatti già pronti, pieni di conservanti e di ingredienti misteriosi: vogliamoci bene e impariamo che si può mangiar buono anche dedicando poco tempo alla cucina.

 

Esecuzione:

pelate, lavate e asciugate le patate. Tagliatele a pezzi a vostro piacere e mettetele in un recipiente. Condite con sale, pepe nero macinato fresco e aghi di rosmarino spezzettati. Mescolate.

In una padella capiente versate abbondante olio e fatelo scaldare. Aggiungete le patate condite evitando di schizzarvi (è importante che l’olio sia caldo specie se userete una padella non antiaderente: eviterete che attacchino al fondo); evitate di toccarle per non romperle, ma fatele saltare di tanto in tanto (vedete il procedimento nella sezione “Come si fa…” di Cuciniamo insieme.it). Portatele a cottura a fuoco medio.

Quando sono cotte e ben rosolate spegnete la fiamma. mettete sopra le patate le fette di porchetta e incoperchiate il tutto: il grasso del maiale si scioglierà insaporendo le patate in pochi minuti. Servite calda questa pietanza tutta italiana.

 

Cosa beviamo: bianco Doc di Marino o rosso Cesanese del Piglio

 

Note:

se non avete una padella abbastanza grande, potete realizzare questo piatto in forno. Il procedimento è lo stesso, solo fate scaldare nella teglia  l’olio prima di versarvi le patate, al calore del forno già portato alla temperatura di 180°. Però allungherete i tempi di cottura e dovrete di tanto in tanto aggiungere alle patate prima un po’ di vino bianco e poi aiutandovi con un po’ di acqua. Se non riuscirete a dorare bene le patate passatele x qualche minuto sotto il grill. Poi spegnete, aggiungete la porchetta,  e lasciate insaporire con lo sportello chiuso.

 

Curiosità:

la porchetta ha origini antichissime, ed è uno dei pochi cibi da strada giunti fino ai giorni nostri. Infatti ovunque in Italia ci sia un assembramento di persone, vedi mercati, fiere e perfino stadi, c’è sempre qualcuno che vende i panini con la porchetta.

Sono in diversi a contendersene la paternità, a partire da Norcia, in Umbria, famosa sin dai tempi dei romani per l’allevamento dei maiali (da cui il sostantivo “norcino”). Ma a gran voce rispondono da Ariccia, nel Lazio, dove viene prodotta in gran quantità la “porca co’ un bosco de rosmarino in de la panza”, come scrisse Carlo Emilio Gadda nel romanzo “Quer pasticciaccio de via Merulana”.  Delizioso companatico al noto pane della vicina Genzano, magari mangiata comodamente seduti in una delle “fraschette” dei Castelli romani, accompagnata da un buon bicchiere di vino della vicina Marino.

A far da coro un’altra voce, quella dei comuni dell’Alto Lazio, che fanno risalire la produzione della loro porchetta addirittura agli etruschi.

Ma se nei Castelli romani la porchetta si aromatizza soprattutto col rosmarino, diverso il discorso è per quella che si produce nell’Alto Lazio, in Umbria, nelle Marche e in Romagna, dove si profuma soprattutto con barba e fiori di finocchietto selvatico, che le conferiscono un profumo e un gusto assolutamente inconfondibili: note quelle di Vignanello e Valleranno (Tuscia viterbese), e di Costano (Umbria).

Si produce perfino in Sardegna e nel corso dell’anno sono tanti i comuni italiani che addirittura le riservano una sagra, come accade anche nella prima domenica del mese a Poggio Bustone Rieti, che vide i Natali di Lucio Battisti, e dove la tradizione della Sagra della porchetta si rinnova da 60 anni.

 

Meal: Food type:

One Response so far.

  1. Charlesetta Millan ha detto:

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