Posted by clara on Lug - 23 - 2017 under Menu' dell'Aviatore, Pasta
Ingredients

Tagliolini soba, 400 g circa
Zucchine romanesche giovani tagliate a julienne sottili 300 g
Gamberi freschissimi 800-900 g (450-500 g sgusciati)
Buccia grattugiata di almeno 1 limone grande
Aglio, 1 spicchio con la buccia
Olio extravergine di oliva, quanto basta
Sale quanto basta

 

Soba noodles (Japan) to Mediterranean flavors.  Tre-quattro minuti di cottura per questo primo piatto che sposa la tradizione giapponese a quella del Mediterraneo. Pasta di grano saraceno,  julienne di zucchine giovani e gamberi freschissimi: trinomio perfetto esaltato dalla nota fresca della buccia di limone. Quando il fast food non è sinonimo di  cattiva pietanza…

 

Esecuzione, per 4 persone (in 4 step):

-Fase 1: essenziale è che i gamberi siano davvero freschissimi. Leviamo testa e carapace, ed anche il budellino che troviamo lungo il dorso.  Laviamoli velocemente e lasciamoli sgocciolare in un piatto.

-Fase 2: grattugiamo la buccia del o dei limoni, secondo i vostri gusti. Con la mandolina tagliamo a julienne sottili le zucchine.

-Fase 3: in una padella capiente facciamo scaldare nell’olio buono lo spicchio d’aglio vestito. Aggiungiamo le zucchine, saliamole e saltiamole per 1 minuto con l’aggiunta dell’acqua sgocciolata dei gamberi.  Aggiungiamo anche i gamberi, mescoliamo ed abbassiamo la temperatura con 1 cucchiaio d’acqua.

Spegniamo subito la fiamma e leviamo l’aglio.

-Fase 4: avremo intanto portato a bollore dell’aqua salata: caliamo i tagliolini soba e scoliamoli dopo 1 minuto. Versiamoli nella padella coi gamberi insieme ad 1-2 mestoli di acqua di cottura. Aggiungiamo la buccia di limone e saltiamo a fuoco vivo per ancora 1-2 minuti. L’importante è non farli asciugare troppo.

Impiattiamo e decoriamo a piacere. Fresco,  digeribile, classico ma insolito, per stupire con un tocco di originalità: direste che è cotto in pochi minuti?

 

Cosa beviamo: bianco, fresco e leggero, è quasi d’obbligo. Perfetto un vino Prosecco, o un Müller Thurgau.

 

Curiosità . “Il chi è chi”: la soba…

La soba è un sottile tipo di pasta di grano saraceno avente forma simile ai tagliolini o agli spaghetti, tipico della cucina giapponese. Viene mangiata sia fredda che calda ed è solitamente servita con varie guarnizioni e condimenti. Il piatto standard è la kake soba (soba in brodo), in cui i tagliolini vengono immersi in un brodo bollente chiamato tsuyu fatto con dashi, mirin e salsa di soia, guarnito con fettine di negi (cipolletta). La soba ni-hachi (“due-otto”) consiste di due parti di farina di frumento e otto di farina di grano saraceno. La soba più famosa è chiamata Shinano Soba o Shinshu soba, e proviene dalla prefettura di Nagano.

In Giappone viene mangiata con i bastoncini ed è considerata un cibo popolare e veloce sia da preparare che da consumare. Si può trovarla sia nelle stazioni dei treni, in appositi locali dove viene consumata in piedi, sia in ristoranti esclusivi e dedicati. Nei supermercati è possibile acquistarla precotta assieme a buste di brodo già pronto (tsuyu) per facilitarne la preparazione in casa, o soba essiccata da bollire come la pasta secca.

Come molta della pasta giapponese, anche la soba è spesso servita fredda in estate e calda in inverno. Viene mangiata tradizionalmente anche il 31 dicembre. I condimenti sono scelti secondo la stagione e per bilanciare altri ingredienti, e a volte sono anche fritti.

-Dove trovare la soba: questa pasta è facilmente reperibile nei negozi etnici o di cibo orientale, ma è possibile trovarla anche nei supermercati più forniti, ed ovviamente è acquistabile anche su internet.

 

Grano saraceno: una tradizione anche italiana

Pur non appartenendo alla famiglia delle Gramineae, il grano saraceno è sempre stato collocato commercialmente fra i cereali. Si consuma nelle minestre, specialmente di verdure, e in forma di farina per la preparazione della polenta saracena, di crespelle e di pasta alimentare, Fra queste ultime il formato più noto in Italia sono i pizzoccheri cucinati alla valtellinese: tagliatelle spesse 2 o 3 mm, larghe 0,5 cm e lunghe 7 cm ricavate da un impasto preparato con due terzi di farina di grano saraceno, che denota la loro colorazione grigiastra, ed un terzo di farina di frumento. Il loro condimento tipico sono: patate a pezzi, verza, formaggio Valtellina Casera, burro, aglio e salvia . Dopo aver scolato i pizzoccheri e aver soffritto l’aglio nel burro, il tutto viene steso a strati in una teglia a caldo e pepato di pepe nero macinato.

Le più comuni varianti prevedono la sostituzione della verza con bietole ( dette comunemente anche coste).

Altro piatto tradizionale della valtellina ed in particolare della provincia di Sondrio sono le manfrigole: una sorta di crespelle fatte con farina bianca e farina di grano saraceno, a cui si aggiungono poi per farne un unico impasto altri ingredienti tipici della zona, quali piccole scaglie di bresaola e di formaggio Casera. Per rendere il tutto più consistente si può aggiungere anche del pane, meglio se di segale, grattugiato o bagnato nel latte. Piatto molto calorico, come è tipico delle zone montane di origine contadina. (Tratto da Wikipedia)

 

Massime, citazioni, detti, proverbi, aforismi e frasi…

“In cucina funziona come nelle più belle opere d’arte: non si sa niente di un piatto fintanto che si ignora l’intenzione che l’ha fatto nascere…”. (Daniel Pennac, scrittore francese)

 

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