Posted by clara on Nov - 6 - 2012 under Contorni, Insalate, Verdure
Ingredients

Insalata valerianella o soncino
Ottimo olio extravergine di oliva
Acidulato di Umeboshi

A piacere:
Chicchi di melograno

Cuisine: Cooking time: 00 mins Serving: A piacere people

Soncino salad with  Umeboshi vinegar.   Oggi colgo l’occasione dell’ultima ricetta postata in questo blog, per presentare a chi ancora non lo conosce un prodotto che uso da tempo quando ho bisogno di un “aceto” particolarmente fruttato ma non invasivo, per condire specie le insalate che abbino a piatti come appunto il Petto d’anatra in salsa di melograno e grappa ai lamponi: l’acidulato di Umeboshi.

 

L’esecuzione è semplicissima:

basta solo lavare e scolare bene l’insalatina conosciuta come soncino, valeriana o valerianella, e che dall’autunno a tutto l’inverno si trova nel pieno della sua stagionalità, e condirla con ottimo olio extra vergine d’oliva e, a piacere, con l’acidulato di Umeboshi. A questi due ingredienti ho aggiunto solo qua e là qualche chicco di mela granata. Niente sale, e scoprirete subito il perché…

 

Cosa sono le Umeboshi:

una cosa che viene da molto lontano, in fatto di tempo (come tutte le cose che mi affascinano di più)  e di latitutini.  In sostanza sono un frutto presente in Cina da oltre 3000 anni, dove veniva impiegato soprattutto per uso medicinale, e giunto in Giappone all’incirca nel 500 dopo Cristo. Qui la cosiddetta “Prugna” (ume) Umeboshi -che in realtà pare sia una sorta di albicocca- frutto dell’albero Prunus mume, veniva e viene raccolta ancora verde, e messa sotto sale in appositi barili di legno.

Leggenda (o realtà?) vuole che ogni famiglia giapponese avesse in giardino almeno un albero di queste ume, e in casa almenoqualche barile dove i frutti fermentavano nel sale per mesi se non per anni,  dando vita alle prugne umeboshi e al loro liquido acetato. Entrambi preziosi per la salute prima che in cucina.

Tutti e due  infatti hanno proprietà tali da essere in passato ritenute miracolose. In questo contesto sarebbe troppo lungo fornirvene un elenco, ma vi invito a fare una piccola ricerca in rete.

Io stessa ciclicamente un paio di volte l’anno ne acquisto un vasetto e ne consumo una al giorno (non più di una). Di quelle buone però e soprattutto non contraffatte. Mangiato il frutto, se se ne succhia per 3-4 ore il nocciolo questo ha effetti benefici sul mal di gola.

 

 

L’acidulato, o agro, o aceto di Umeboshi (Ume-su)

Molto in uso in Giappone per condire insalate ma anche altri tipi di verdure crude e cotte, cereali e insaporire salse al posto dei normali aceto e sale, questo prezioso “agro” è ottenuto dalla pressatura, che dura da un minimo di sei mesi a sette anni, delle prugne Umeboshi. Il suo colore può essere più o meno intenso, come i frutti dalla cui fermentazione e pressatura deriva d’altro canto, grazie all’aggiunta nel barile di foglie di shiso (Laminaria Purpurea) che dal classico arancio conferisce loro una colorazioni rossastra tipica.

Ha molti effetti benefici sull’organismo: stimola il fegato aiutandolo ad eliminare le tossine, è antiossidante, rinforza l’intestino, favorisce la digestione ed inoltre pare sia un toccasana  prezioso per chi mangia o ha assunto troppo cibo animale o troppi zuccheri, avendo proprietà fortemente alcalinizzanti.

 

Dove acquistarlo: si trova facilmente nei negozi bio o di macrobiotica. Il prezzo è relativamente contenuto: una bottiglietta da 250 ml costa più o meno quanto l’equivalente di un buon aceto di mele.

 

 

Curiosità: strano ma vero…

Nonostante siano fermentate e conservate sotto sale dunque molto sapide, le Umeboshi grazie alle loro qualità definite molto “yin” fanno sparire la sete. Ne basta solo una, come confermato anche da un antico proverbio giapponese.

 

 

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Meal: Food type:

One Response so far.

  1. Sherell Garufi ha detto:

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