Peperoni arrosto  (Roasted peppers): croce e delizia delle tavole estive. Delizia perché a chi non piacciono i peperoni cucinati nel modo più digeribile che ci sia? E croce perché in qualsivoglia modo vogliate farli: al forno, sulla brace, sui fornelli, sulla pietra ollare o sulla piastra di ghisa, specialmente d’estate per chi cucina un’abbondante sudata è garantita!

Ma sono così buoni… e ci sono diversi modi per gustarli. Quindi armiamoci di coraggio e prepariamoci a cucinarli. E una volta che ci mettiamo all’opera facciamone almeno un paio di chili, anche perché si possono tranquillamente congelare una volta spellati, puliti e asciugati.

 

Esecuzione:

prima di tutto accendiamo il o i fuochi sotto alla piastra o bistecchiera in ghisa. Mentre si scalda sciacquiamo ed asciughiamo i nostri peperoni. Poi togliamo quello che resta del picciolo in modo che possano rimanere dritti sulla piastra. Quando questa è ben calda poniamoveli su, facendoli bruciacchiare prima dalla parte del picciolo e poi da quella opposta.

Quindi cominciamo ad abbrustolire il lati, girando rigirando con pazienza i nostri ortaggi finché tutta la superficie non sarà arrostita. Non preoccupatevi se la pelle diventerà nera: quello che non dovete bruciacchiare è la polpa.

Ora passiamo ad una fase fondamentale: prepariamo uno o due sacchetti di carta tipo paglia, che inseriremo all’interno di una busta di plastica. Questo passaggio è fondamentale affinché tutta la pelle, anche quella non bruciacchiata, si stacchi uniformemente dalla polpa.

Quindi man mano che ogni peperone è arrostito, inseriamolo ancora bollente prima nel sacchetto di carta, che chiuderemo. Poi in quello di plastica che chiuderemo altrettanto bene. Riapriamo i due sacchetti solo per inserire altri peperoni. Quando li abbiamo arrostiti tutti richiudiamo entrambi ben bene e lasciamoli lì a freddare.

A questo punto le scuole di pensiero sono due: chi li spella drossolanamente e li sciacqua sotto l’acqua corrente per togliere semi, filamenti eccetera. E chi, come me, preferisce non farlo per non sciapirli, a meno che non siano stati cotti sulla brace, e siano dunque sporchi di cenere.

 

Quindi ecco come procedo io:

spelliamo i peperoni, pulendoci via via le dita con un tovaglio di carta. Apriamoli, e cerchiamo di portar via la rimanenza del picciolo (dove sono raggruppati gran parte di semi) tutta insieme (verranno via anche i filamenti). Poi sciacquando nell’acqua solo la punta delle dita togliamo i semi e i pezzetti di pelle rimasti qua e là.

Se avete difficoltà, n questa fase è più facile procedere dividendo via via i peperoni in falde. Alla fine tamponiamoli sempre con la carta da cucina, e le nostre falde di peperone arrosto sono pronte per l’uso che vorremo farne: congelarle, ridurle a filetti e condirle, o per qualsiasi altro utilizzo, come gli appetitosi involtini freddi che presto faremo insieme noi di Cuciniamoinsieme.it.

 

Risultato:

abbiamo arrostito 2 chili e 100 g di peperoni. Dopo tutti i varii passaggi, asciugatura compresa, abbiamo ottenuto appena poco più di un chilo di peperoni arrostiti pronti all’uso. Quindi possiamo affermare che dovrete sempre calcolare un 50% di scarto. Regolatevi di conseguenza soprattutto se avrete ospiti… per non scontentare nessuno!

 

Note:

non rimane che una piccola raccomandazione: scegliete sempre dei peperoni a 4 punte (quindi ne ricaveremo 4 falde), freschi e sodi. Toccateli premendoli leggermente: più la polpa resiste più sono carnosi, più è cedevole e meno spessa è. Quindi scegliamo ovviamente i più carnosi:  gialli, verdi o rossi non dipende dalla qualità ma dal grado di maturazione.

 

Tanto per saperlo:

c’è anche chi arrostisce i peperoni grandi a corno (non li confondete coi friggitelli che sono ben più piccoli e solitamente a 3-4 punte). Io non lo faccio perché sono meno carnosi.

Mia suocera però, che era siciliana, li infilava con ago e filo dalla parte dei piccioli e li faceva seccare al sole dell’estate, pur non essendo questa la qualità per fare i famosi “peperoni cruschi”, o secchi, che diventano “cruschi” dopo averli ripassati in padella con buon olio e altri ingredienti, per diverse preparazioni. Il risultato però non era male. Ma questo sarà un altro capitolo…

 

 

4 Responses so far.

  1. Simo ha detto:

    Piu’ complicato non si riusciva a scriverlo? 🙂

    • clara ha detto:

      hahhahahah 🙂 Ciao simo. Beh, le spiegazioni non sono mai sufficienti, anche perché dobbiamo considerare chi si avvicina ai fornelli da neofita. Ma per chi come te non ha voglia di lungaggini, o di stare a leggere curiosità e consigli, ci sono fotografie e didascalie molto esplicative…
      A presto spero e grazie della visita 🙂

      • carlo ha detto:

        infatti, grazie clara! PS potrebbe essere un’idea usare la carta stagnola sulla piastra per evitare che si sporchi molto

        • clara ha detto:

          e pure questa è un’ottima idea :))) Dopo la fatica di stare lì ad arrostire, anche quella di ripulire… pure perché è sempre consigliabile non usare detersivi se ad esempio si impiega una pietra ollare al posto della piastra. Grazie Carlo, del sostegno e del contributo 🙂

Leave a Reply


Ricette Recenti

Mediterranea. Agretti appetitosi in...

Pubblicata il Apr - 5 - 2017

0 Comment

Semplice. Pasta con zucchine...

Pubblicata il Apr - 2 - 2017

0 Comment

Frittatona ai topinambur (carciofi...

Pubblicata il Feb - 27 - 2017

0 Comment

“La patatosa”: base con...

Pubblicata il Feb - 25 - 2017

0 Comment

Articoli recenti

Le tecniche. Zucchine spinose...

Pubblicato il Mar - 12 - 2017

0 Comment

Le tecniche. Stinco di...

Pubblicato il Nov - 20 - 2016

0 Comment

Le tecniche: pectina di...

Pubblicato il Set - 18 - 2016

0 Comment

Le tecniche. Salse: “Verde”...

Pubblicato il Mar - 20 - 2016

0 Comment