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Cuciniamo con

Lenticchie al coccio ripassate al rosmarino

Dal treppiedi del camino al fornello di casa: diverso sì, ma stessa poesia...

Le nostre nonne avrebbero messo il coccio sul treppiedi del camino, a sobbollire lentamente fino all'esaurirsi delle braci, mente loro sbrigavano i lavori dei campi. Oggi la pentola in terracotta la mettiamo sul fornello di casa a gas o elettrico, per ripetere quei gesti e ricreare quelle atmosfere, quei sentori unici e quasi perduti. Cuoceremo lenticchie, e ne faremo un altro, straordinario e profumato piatto dei ricordi: tutto un altro sapore...


Tempo di cottura: 20 + 15 minuti

Porzioni: 4

Ingredienti: lenticchie italiane secche 200 g – carotina, 1 – sedano, 1 pezzetto – aglio, 2-4 spicchi – pomodorini, 1 manciata generosa (oppure l'equivalente di pelati in scatola) – rosmarino, 1-2 rametti – Olio evo quanto basta – sale qb – peperoncino o pepe nero a piacere

Occorrente: pentola di terracotta con coperchio – spargifiamma

Fase 1

Mondiamo le lenticchie da eventuali sassolini e impurità. Laviamole ripetutamente finché l'acqua non sarà limpida

Lenticchie: dopo averle ben mondate dalle impurità, sciacquiamole ripetutamente finché l'acqua non sarà chiara

Fase 2

Mettiamole nella pentola di terracotta, o coccio, ricoprendole abbondantemente di acqua (tenendo conto che in cottura cresceranno di volume). Aggiungiamo 1 o 2 spicchi di aglio vestiti (con la buccia), la carotina e il sedano. Senza salare mettiamo sul fornello dove avremo posto lo spargifiamma. Incoperchiando parzialmente e a fuoco dolce portiamo a cottura

Mettiamole nella pentola di terracotta, ricopriamole abbondantemente di acqua ed aggiungiamo sedano, carota e aglio senza salare

Fase 3

Con uno spago da cucina leghiamo il rametto di rosmarino di modo che in cottura non rilasci gli aghi (vedi foto). Tagliamo in 4 i pomodorini, oppure schiacciamo i pelati con una forchetta. Peliamo il rimanente aglio (1 o 2 spicchi) e tagliamolo a metà in modo che potremo toglierlo a cottura ultimata. In una padella facciamo imbiondire l'aglio. Allontaniamo dalla fiamma e dopo un minuto aggiungiamo i pomodorini tagliati (o i pelati), saliamo e facciamoli appassire. Quindi uniamo il rosmarino ingabbiato, e le lenticchie con un po' del loro brodo di cottura e un po' di acqua

Imbiondiamo l'aglio. Aggiungiamo i pomodorini, saliamo e lasciamo appassire. Quindi uniamo il rosmarino ingabbiato con spago da cucina, e le lenticchie con un po' del loro brodo di cottura e un po' d'acqua

Fase 4

 Lasciamo insaporire a fuoco allegro. Aggiustiamo di sale prima di spegnere la fiamma, assicurandoci che il fondo rimanga piuttosto brodoso. Prima di servirle, calde o fredde, eliminiamo l'aglio e il rosmarino. Ottime calde o tiepide, ma anche fredde nei mesi più caldi. Gustiamole con del buon pane casareccio. Ottima alternativa alle classiche lenticchie del cenone di Capodanno, o come sfizio sul tavolo degli antipasti

Facciamo insaporire. Spegniamo la fiamma lasciando la preparazione piuttosto brodosa. Prima di impiattare eliminiamo aglio e rosmarino

Esecuzione versione light

– Siate parchi con l'olio…

Note

– Nel caso dovessero avanzare, aggiungete acqua, portate a ebollizione e cuocetevi riso o pasta piccola o spaghetti spezzati, e fatene un'ottima minestra

– Meglio ancora sarebbe ripassare le lenticchie nel coccio

L'idea in più

– Se vi piace una nota di sicilianità, sostituite il rosmarino con un mazzetto di finocchietto selvatico fresco e triturato

I "trucchi" del mestiere

– Se il liquido di cottura dovesse evaporare anzitempo, cioè prima che le lenticchie siano cotte, è buona norma non aggiungere mai acqua fredda, ma acqua a bollore. Una piccola regola empirica che vale per tutti i legumi secchi: importante è che non interrompano il bollore altrimenti si rischia che incrudoliscano

Curiosità

Dal web: la coltivazione di questa pianta ha una storia che risale addirittura al 7000 avanti Cristo, il che ne fa probabilmente il più antico legume mai coltivato dall’uomo, consumato regolarmente da egizi, greci e romani. Dall’Asia sud-occidentale infatti, la pianta si diffuse rapidamente anche nel bacino del Mediterraneo, dove le lenticchie vennero ben presto apprezzate anche dai ceti più bassi per le loro proprietà, che valsero loro l’appellativo di “carne dei poveri”. Tranne che nel Rinascimento, quando furono ingiustamente avversate perché considerate dannose per la salute. Come tutti i legumi abbondano di proteine e sono povere di grassi. Sono ricche di fibre, potassio, fosforo, calcio, vitamina B6, tiamina e di altri elementi assolutamente vitali come il ferro e l’acido folico.

Al giorno d’oggi le lenticchie sono le protagoniste della cena dell’ultimo dell’anno, come buon auspicio per un anno nuovo all’insegna della ricchezza. Vuole la tradizione infatti che anticamente l’usanza fosse quella di donare a fine anno una borsa di cuoio (scarsella) piena di lenticchie, con l’augurio che ogni chicco si potesse trasformare in monete sonanti, arricchendo così il destinatario del regalo

Cosa beviamo

Un rosso asciutto, morbido e solo leggermente tannico come un Rosso di Montalcino

Massime, citazioni, detti, proverbi, aforismi e poesie

Er cotechino disse alla lenticchia:
“più ce raggiono e meno m’arisponno:
ma perché devo festeggià co’ te ogni urtimo dell’anno?”

“E mica l’ho presa io ‘sta decisione! Manco t’avessi detto cotica!
Nun l’ho fatto pé niente er tuo nome!”, disse risentito il legume, “te credi che appiccicata a te io so’ contenta?
Più che co’n ciccione m’accompagnerei co’n piatto de polenta!”

“Sarò pure grasso, nun l’ho mai negato, ma tu co’ quell’aspetto secco allampanato,
nun sei de certo gioia pe’r palato!” replicò il salume

E rispose la lenticchia: “te credi d’esse tanto appetitoso?!
Ma ce lo sai che quarche omo, complessato pe' lo strato suo adiposo, te schifa pé via der fatto che j’aumenti er colesterolo,
mentre a me nessuno mai me scanserà, perché so’ bona, e je gonfio er dindarolo?!
(Poesia in romanesco di autore anonimo)

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