Posted by clara on Feb - 18 - 2014 under Dolci, Fritti, Pasta, Pasta fatta in casa
Ingredients

Farina di frumento 00, 500 g
Burro a temperatura ambiente 50 g
Sale fino un pizzico
Uova 2 intere
Vino bianco buono, secco o dolce, 1 bicchiere non colmo
Cannella in polvere 3 cucchiaini
Zucchero semolato 4 cucchiai
Buccia grattugiata di 1 limone non trattato
Buccia grattugiata di 1 arancia non trattata
Coloranti alimentari in gel, in pasta o in polvere qb
Olio di semi di arachidi o girasole 1 litro abbondante
Farina per il piano di lavoro qb
Zucchero a velo per spolverizzare quanto basta

 

Carnival and Halloween: “Tangled” of streamers.     Ai vostri bimbi potrete dire che sono codine “arruffate” di stelle filanti. In realtà questi divertenti dolci di carnevale (perfetti anche per halloween come ragni colorati, o per una festa di compleanno come dolce cotillon), nascono dalla ricetta della mia amica Stella; poi nelle cucine di Cuciniamo insieme.it,  hanno assunto la veste colorata e arlecchinesca.

Basterà colorare l’impasto con colori alimentari, stenderlo e tagliarlo a spaghetto, e avvolgere gli arruffati come meglio si può: saranno poi questi “spaghetti”, una volta immersi in olio caldo, a prender “vita” e ad assumere le forme più disparate: a girandola, a gomitolo, a nido, a ragno o ad insetto millepiedi… spazio alla fantasia dei bambini e a quel che ci vedranno… ma anche a quella degli adulti!

Croccantosi, profumati, e speziati di cannella, uno tirerà l’altro… e sarà una festa nella festa “litigarsi” le briciole di stella…

 

Esecuzione:

per prima cosa pesiamo tutti gli ingredienti, come sempre, e setacciamo la farina. Ricordando che in pasticceria è bene non sforare le dosi indicate. Prepariamo anche la padella o la pentola alta per fritti che sempre consigliamo, versandovi l’olio. Accanto a questa un contenitore capiente foderato di carta assorbente, per fritti o da cucina. Una forchetta, il ragno per raccogliere e il piattino poggiamestoli.

Mettiamo in una ciotola il burro a temperatura ambiente, aggiungiamo la buccia grattugiata del limone e dell’arancia. Quindi la cannella in polvere. Con una spatolina mescoliamo  riducendolo della consistenza di una pomata. Il tutto rigorosamente a freddo.

Basilare: è importante far riposare questa sorta di cremina per qualche ora (minimo 2-3), a temperatura ambiente e coperta con la pellicola trasparente.

L’impasto:  trascorso il tempo, versiamo in una ciotola capiente la farina e lo zucchero. Formiamo al centro la fontana e versiamovi le uova, il vino, e un pizzichino di sale. Cominciamo a rompere le uova con la mano o con una forchetta. Quindi aggiungiamo la crema di burro con bucce di agrumi e cannella.

Cominciamo ad incorporare la farina poco a poco. Quindi con quella restante sul fondo ripuliamo la forchetta (o il guanto) e cominciamo a maneggiare l’impasto incorporando la rimanente farina. Ripuliamo i guanti.

Trasferiamo l’impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato raccogliendo anche tutti i rimasugli dalla ciotola. Cominciamo a lavorarlo finché la farina non sarà tutta assorbita. Ripuliamo il piano da quanto vì è rimasto attaccato, da briciole e da farina, che metteremo al centro dell’impasto. E cominciamo la lavorazione definitiva fino a ridurlo ad una palla liscia ed omogenea.

Senza farla riposare tagliamola in più parti, una per ogni colorazione vorremo dargli. E nel frattempo teniamo la pasta coperto con un canovaccio pulito.

La colorazione:  indossiamo un paio di guanti in lattice. Foderiamo un tagliere (o un qualsiasi altro piccolo piano di lavoro) con della carta da forno. Su questo poggiamo un pezzo di impasto: apriamolo e versiamo un po’ di colore in pasta o in gel. Attenzione: nel caso del giallo meglio usare quello in polvere.

Evitiamo in questo caso i coloranti liquidi, che oltre a tingere poco, ammorbidirebbero troppo l’impasto.

Impastiamo per accorpare il colore, ed eventualmente aggiungiamone altro fino al tono desiderato. Formiamo la classica pallina e riponiamo sotto il canovaccio.

Laviamo ed asciughiamo i guanti. Puliamo del colore precedente la carta da forno che ricopre il piano di lavoro, e cambiando colore cominciamo a tingere un altro pezzo di impasto. Tra un colore e l’altro se la carta da forno dovesse rovinarsi cambiamola. Ripetiamo fino a colorare tutti i pezzi di pasta.

Gli “spaghetti”: stendiamo le parti di impasto a mano o con la macchinetta, fino ad uno spessore di un paio di millimetri. Se usiamo la macchinetta formiamo delle strisce posizionando la rotella dei rulli prima nella terza tacca, e poi nella quarta. Sia i rulli che la pasta dovranno essere leggermente infarinati.

Arrotoliamo la sfoglia se a mano, e tagliamo gli spaghetti. Oppure montiamo sulla macchinetta il pezzo apposito ed usiamo il tagliaspaghetti. Così per ogni colore, disponendoli via via sulla tavola di legno o” spianatora”; ogni volta spargiamo un poco di farina per evitare che si attacchino gli uni agli altri. Come sulla tavolozza di un pittore.

“Rimescoliamo” i colori con delicatezza, sollevando gli spaghetti con la punta delle dita. Perciò attenzione a non farli troppo lunghi.

La frittura: solleviamone una piccola quantità a caso, come vengono, e con le mani o usando le dita a mo’ di forchetta cerchiamo di dar loro una forma, ma lasca e morbida affinché l’olio possa penetrare. Come da foto, più o meno.

Intanto avremo acceso sotto alla padella o pentola per i fritti.  Formiamo tanti mucchietti colorati, via via che li friggiamo, massimo un paio alla volta. A fornello medio-alto. La frittura sarà brevissima e alla fine dovranno risultare croccanti.

Non appena immersi nell’olio si scomporranno prendendo vita propria. Possiamo provare a “pettinarli” ricomponendoli con la forchetta, o possiamo “arrruffarli” ancor di più: come più ci diverte…

 Serviamoli:  con estrema delicatezza trasferiamo i nostri coloratissimi fritti su un piatto da portata, che decoreremo con stelle filanti e coriandoli sui bordi. Da solo questo piatto arricchirà ogni tavola di carnevale. Lasciateli così fino al momento di mangiarli: solo allora spolverizzateli di abbondante zucchero a velo.

 

 Cosa beviamo: la presenza della cannella richiede vini di alta concentrazione e intensità  come un Gewürztraminer Passito, o un Picolit (entrambi non per tutte le tasche, ahinoi, ma meritano…). Altrimenti ripieghiamo su un buon vino moscato. O anche uno spumante moscato o malvasia. Ai bambini (ove non ci siano intolleranze) spremuta  di arancia a gògò …

 

Note:

anche se la quantità di vino è ininfluente anche per dei bambini, è possibile sostituirlo con la stessa quantità di succo di arancia filtrato.

Per friggere possiamo anche usare solo strutto (all’incirca 750 g), o metà strutto e metà olio.

 

L’idea in più…dedicata ai “bimbi” di tutte le età…

Per una volta lasciamo che i nostri bimbi si impiastriccino in allegria viso e mani: serviamogli su piattini di plastica individuali gli arruffati, cosparsi non di zucchero a velo, ma  di buon, sano miele liquido  e di confettini tipo momperiglia qua e là… e gioia sia!

 

Per saperne di più: la cannella…

La cannella o cinnamomo (Cinnamomum zeylanicum) è un albero sempreverde originario dello Sri Lanka, dal quale si ricava l’omonima spezia diffusa sia in Europa che in Asia.  Vengono chiamate ugualmente cannella piante diverse. Le due più frequentemente usate come spezia sono la Cinnamomum zeylanicum, e la Cinnamomum aromaticum.  

Vanta una storia millenaria: era già citata nella Bibbia,   nel libro dell’Esodo, era usata dagli antichi Egizi per le imbalsamazioni e citata anche nel mondo greco e latino. Importata in occidente con le carovane durante il medioevo, portò gli olandesi ad impiantare un traffico stabile con lo Sri Lanka nella prima metà del 1600,  per divenirne i principali importatori d’Europa.

A differenza di altre droghe da cucina, la spezia non si ricava dal seme o dal frutto, bensì dal fusto e dai ramoscelli che, una volta liberati del sughero esterno e trattati, assumono il classico aspetto di una piccola pergamena color nocciola. La cannella può essere venduta in questa forma e sbriciolata al momento dell’uso, oppure essere venduta in polvere, o in olio essenziale.

È usata in molti modi differenti da secoli. La tradizione occidentale  la preferisce impiegata nei dolci di frutta, specie di mele,   nella lavorazione del cioccolato, di caramelle  e praline, come aroma in creme, nella panna montata, nella meringa, nei gelati, e in numerosi liquori.  La tradizione orientale e creola la usa anche nel salato, in accompagnamento di carni affumicate e non. Entrambe l’amano come aromatizzante del tè.

I bastoncini di cannella conservano il loro aroma se riposti in barattoli  di vetro ben chiusi e lontani da fonti di calore e dalla luce. Anche la polvere di cannella si conserva allo stesso modo, sebbene perda molto delle sue caratteristiche e del suo aroma.

 

Massime, citazioni, detti, proverbi, aforismi… e filastrocche

“Stelle filanti 

Perché si chiamano filanti?

Non sono mica stelline del cielo!

Ma sono strisce a colori sgargianti,

fatte di carta che pare di velo…

Sembran piuttosto festoni gettati

da casa a casa, da pianta a pianta:

collane, dondoli colorati,

dove il vento ci balla e ci canta.

Poi, nelle notti di luna piena…

in raggio d’oro ci fa l’altalena…” (Tratto da Filastrocche, Wiki-testi.com)

 

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Cliccare, e poi cliccare ancora sulle foto in basso  per ingrandirle…

 

Meal: Food type:

One Response so far.

  1. maddalena ha detto:

    brava !!!! mi piace.. preparerò le stelle filanti ai nipotini sai la gioia!!!!! ciao a presto ahh !!!!
    provo sempre a eseguire le tue ricette
    semplicemente FAVOLOSE !!! sto imparando man mano ariciao!

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