Posted by clara on Ago - 3 - 2013 under Senza categoria
Ingredients

Cozze già cotte e sgusciate un paio di manciate
Brodo della loro cottura
Aglio 2 spicchi
Olio extravergine di oliva qb
Pomodori pelati 2 barattoli scarsi da 400 g
Sale qb
Peperoncino qb
Prezzemolo tritato fresco a piacere

Cuisine: Cooking time: 40 mins Serving: 4 people

 

I cook & recycling. Spaghetti with chopped mussels sauce (Italian). Tempi di riciclo gente! La crisi ci sovrasta, e gli sprechi sono un inutile e dannoso  lusso. Oggi riutilizziamo quanto eventualmente avanzato da una delle più frequenti “padellate” di mare: il sauté di cozze.

Certo, nulla ci vieta di usare muscoli (altro  nome di questi gustosi frutti di mare) appositamente acquistati per l’occasione. Ma visto che con questo metodo per fare un ottimo sugo ne occorrono solo una bella manciata, mettiamoli  in padella e mangiamoli secondo i crismi: quelli avanzati, o fatti avanzare… finiranno nel ragù… e che ragù!

 

Esecuzione:

ovviamente avremo già sgusciato le cozze avanzate, e debitamente filtrato il brodo di cottura. E conservato questi frutti di mare in tale liquido in frigo.

Ora recuperiamo dal brodo le cozze e scoliamole sommariamente. Teniamone da parte qualcuna delle più belle per decorare il piatto finale.  Mettiamo le restanti su un tagliere e tritiamole con la mezzaluna. In questo modo insaporiranno in maniera egregia il nostro sugo.

In una capace padella facciamo imbiondire un paio di spicchi di aglio tagliati a metà. Aggiungiamo il trito e facciamolo insaporire per un minuto; quindi il prezzemolo, il peperoncino, e l’acqua delle cozze. Uniamo anche i pomodori pelati che avremo precedentemente schiacciato con una forchetta o passato col frullatore ad immersione.

Facciamo cuocere per una mezz’ora aggiungendo un goccio d’acqua se serve, e poi ritirare il sugo senza asciugarlo troppo. Aggiustiamo di sale se serve, ma vedrete che l’acqua delle cozze avrà già dato di suo molta sapidità.

Cuociamo al dente in acqua salata gli spaghetti, o anche formati più spessi tipo vermicelli o vermicellini, o bavette. Scoliamoli sommariamente e versiamoli in padella nel sugo. Saltiamo a fuoco vivo e serviamo decorando ogni piatto con qualche cozza sgusciata ed un ciuffetto di prezzemolo. Con quello che in genere finisce nel secchio della spazzatura, ecco un primo saporito, ottimo e veloce per quattro persone…

 

Cosa beviamo: dalla Puglia, Alezio Rosato. Restando tra i rosè pugliesi un Castel del Monte, o risaliamo lo Stivale con un Chiaretto del Garda.

 

Note:

se i muscoli che utilizzeremo sono gli avanzi di  un’impepata di cozze, andateci piano col peperoncino, o non usatene affatto…

 

L’idea in più…

Quando aprite le cozze in padella senza aggiunta di aglio, olio o prezzemolo, e vi avanza un po’ del loro “brodo”, non buttatelo via: è liquido prezioso. Filtratelo e versatelo nei contenitori da freezer per il ghiaccio. Avrete così tanti cubetti -che una volta congelati conserverete in un sacchetto- da utilizzare come dado di rinforzo per i vostri sughetti di pesce…

 

Per il piacere di saperlo… il bisso delle cozze

E cioè quel ciuffetto o filamento cordaceo con il quale l’animale si fissa a supporti naturali o arificiali. Questa specie di cordicella della consistenza simile alla canapa, è il risultato di una sorta di sostanza che secernono le cozze, la quale a contatto con l’acqua solidifica formando i tanti filamenti più o meno lunghi che vanno appunto a costituire il bisso.

Come toglierlo: 

è sufficiente afferrare il ciuffetto, e con l’altra mano premere per tenere ben chiuse le valve. Poi si tira con forza e verso il basso delle valve, staccandolo. E’ importante levarlo in quanto talmente coriaceo da risultare  non commestibile…

 

Curiosità:

sapevate che le cozze, (chiamata anche muscoli e peoci), insieme ad animali insospettabili quali la trota iridea, il granchio di scoglio, la carpa,  il cinghiale, il coniglio e perfino il gatto domestico inselvatichito, figurano nell’elenco delle 100 specie aliene più dannose al mondo?

Ovviamente dove aliene sta per organismi alieni rispetto all’habitat in cui sono stati  inseriti volutamente o no dall’uomo, che hanno provocato i danni maggiori sia predando attivamente le popolazioni locali, che infettandole oppure soppiantandole nella competizione per il cibo.

 

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Meal: Food type:

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