Posted by clara on Mag - 16 - 2015 under Pasta, Pasta fatta in casa
Ingredients

Per gli gnocchi:
Farina 00, 400 g
Stracchino cremoso 500 g
Sale fino un bel pizzico
Timo fresco a piacere
Per il sugo:
Barattolo pomodori pelati da 800 g (o di polpa fine)
Olio extravergine di oliva qb
Scalogno 1 grande
Aglio 1 spicchio grande
Sale
Eventuali:
Timo e/o erbe aromatiche a piacere
Peperoncino o 'Nduja a piacere

 

Aviators Menu (light). Dumplings flour and soft cheese, perfumed with Mediterranean herbs.     Leggeri, morbidosi al punto giusto,  profumati e velocissimi da fare: tante marce in più per  un primo piatto molto digeribile, che sazia senza appesantire e con gran soddisfazione del palato. Senza patate e senza uovo: il segreto sta nello stracchino, ma nessuno se ne accorgerà…

 

Esecuzione in 4 step (per 4 persone):

Fase 1:  versiamo in una ciotola capiente la farina setacciata. Mettiamo su di un piatto i panetti di stracchino, e schiacciamoli con la forchetta. Quindi aggiungiamo alla farina. Addizioniamo anche di una bella presa di sale, ed uniamo anche una bella manciata di foglioline di timo.  Sgranellando con le dita per incorporare lo stracchino alla farina, cominciamo a lavorare l’impasto, e quindi compattiamolo a panetto. Trasferiamolo su un piano da lavoro leggermente infarinato.

Fase 2: continuiamo a lavorarlo bene rendendo l’impasto liscio. Tenendolo coperto da una ciotolina, stacchiamo via via dei pezzi di impasto. Realizziamo un bigolo non troppo spesso se vorremo fare degli gnocchetti, più grandi se vogliamo farne gnocchi. Allineiamo le due punte del bigolo e cominciamo a tagliare gli gnocchetti col coltello.

Possiamo anche rigarli via via per far raccogliere meglio il condimento, passandoli uno ad uno o sui rebbi di una forchetta, o sull’apposito rigagnocchi debitamente infarinato. Lasciamoli cadere su un vassoio che possiamo spolverizzare con la stessa farina 00, o anche di grano duro o semola rimacinata. Cerchiamo di tenerli distanziati in modo che non si attcchino fra di loro, e  scuotiamo il vassoio in modo che rotolando si infarinino.

Continuiamo a seguire il procedimento fino ad esaurimento dell’impasto.

Fase 3: Apriamo il barattolo dei pelati. Versiamoli in un piatto e schiacciamoli con una forchetta. Oppure, dopo aver tolto il liquido, possiamo inservi un mixer e frullare per un attimo. Puliamo e tritiamo fine uno scalogno.  Scamiciamo e tagliamo in 4 uno spicchio d’aglio. In una padella grande versiamo l’olio, e lasciamovi imbiondire a fuoco dolce, aglio e scalogno.  Se piace, possiamo anche sciogliervi un paio di cucchiaini di ‘Nduja.

Aggiungiamo il pomodoro, un po’ di acqua calda, saliamo. Possiamo profumare ancora con del timo, o con altre erbe aromatiche come il basilico, o altre a piacere. Lasciamo cuocere dolcemente per una mezz’ora. Quando è pronto lasciamolo morbido ed eliminiamo i pezzi di aglio.

Fase 4: intanto avremo messo a scaldare una pentola d’acqua; quando bolle abbassiamo leggermente la fiamma, saliamola, caliamo i nostri gnocchetti. Alziamo la fiamma e dal momento in cui vengono a galla potete cominciare ad assaggiarne il grado di cottura: tirateli su con l’apposito utensile a ragno, da qui a 3 minuti, a seconda dei gusti.

Riaccendiamo la fiamma sotto alla padella col sugo, e versiamo via via gli gnocchetti scolati sommariamente. Saltiamoli a fuoco vivo in meniera da distribuire uniformemente il sugo, e che quest’ultimo si addensi il giusto.

Con delicatezza impiattiamoli, decoriamo con un ciuffo di aromatica, e portiamo in tavola: spariranno in un attimo, e senza appesantire…!

 

Cosa beviamo: Traminer o Gewürztraminer, o comunque un bianco (o un rosato) di medio corpo e sentore di erbe aromatiche. Bene anche un Vermentino di Sardegna, o della Riviera ligure di Ponente.

 

Note:

– Con queste dosi gli gnocchetti hanno la giusta morbidezza, ma se li gradite più consistenti aggiungete della farina.

– Per una versione ancora più dietetica usate dello stracchino light.

– Se intendete condire questi gnocchetti con un sugo non aromatizzato, tipo pomodoro e basilico ad esempio, sostituite le erbe nell’impasto con una grattatina di noce moscata, o con lo stesso basilico. Se invece optassimo per un pesto alle noci  come condimento autunnale-invernale, interessante sarebbe aggiungere all’impasto dei funghi porcini seccati e frullati grossolanamente. Spazio alle idee per un primo ogni volta diverso…

– Lo stracchino può essere sostituito dalla crescenza ove ugualmente cremosa e consistente.

 

Curiosità: il formaggio “stracco”…

Cioè “stanco”. Secondo la tesi più accreditata, il nome di questo formaggio a pasta molle  deriva dal fatto che veniva realizzato con il poco latte intero delle vacche già “stracche”, cioè stanche al rientro dalla produzione estiva nelle malghe  degli alpeggi.  Con il latte delle mucche “stracche” venivano realizzati anche altri formaggi considerati stracchini, come il gorgonzola (chiamato infatti “stracchino verde  in Valtellina, nell’alto Verbano, e nelle province di Cremona, Pavia e Piacenza), la robiola, il taleggio e lo strachitunt.

Oggi però non è raro trovare sulle nostre tavole dello stracchino light, o fatto anche con latte di capra o di bufala. Anche la crescenza che noi consigliamo quale alternativa, è un tipo di stracchino. Ma fresco,  cioè di soli pochi giorni rispetto alla  stagionatura dei 20-30 giorni canonici subiti da quello ordinario. Rispetto al “fratello maggiore”, è  più facile trovare la crescenza  fatta con latte scremato.

Spesso lo stracchino unito ad un affettato, costituisce il ripieno di alcune versioni moderne delle tipiche piadine romagnole sulle quali si spalma quando sono ancora bollenti.

 

Massime, citazioni, detti, proverbi e aforismi…

“Pulènta frègia e strachì che spössa, l’è la baüssa di milanèss…” (Antico proverbio popolare lombardo)

Polenta fredda e stracchino che puzza, sono la golosità dei milanesi…” con riferimento probabilmente allo “stracchino verde”, e cioè al gorgonzola, dall’odore tipico e forte…

 

Cliccare, e poi cliccare ancora sulle foto in basso  per ingrandirle…

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