Confettura vellutata di ciliegie e basta!

Italian old recipes. Velvety jam of black cherries

Senza essere troppo liquida, questa confettura (amarene) è sufficientemente fluida da essere oltre che spalmata, anche colata su gelati, sorbetti, formaggi, ricottine (fantastica su quella di capra), budini, yogurt naturali  e mousse, o su quant'altro si sposi bene col sapore unico delle amarene.  Ma potete farla anche con altri tipi di ciliegia come ad esempio le inimitabili visciole... Assolutamente da provare secondo questa ricetta che le vuole in purezza ad esclusione del solo succo di limone, e senza inutili aggiunte modaiole come cannella, vaniglia o chissà cos'altro...

Tempo di preparazione: 2 ore

Portate: a piacere

Ingredienti per 1 kg di polpa di ciliegie tipo amarene (o altre): zucchero semolato 400g; succo di 1/2 limone grande, o di 1 piccolo

Occorrente: barattoli con coperchi ermetici sterilizzati; pentola pesante dal fondo spesso in acciaio; passaverdure o frullatore

Fase 1

Senza togliere il picciolo laviamo e lasciamo scolare le amarene, che siano turgide, ben mature ma non passate di maturazione. Eliminiamo i piccioli ed aiutandoci con le dita o con una lama eliminiamo i noccioli (non buttateli e leggete il procedimento qui in basso).

Con le mani o con un coltellino eliminiamo picciolo e nocciolo

Fase 2

Mettiamo tutto in una pentola capiente e dal fondo spesso. Aggiungiamo lo zucchero ed il succo di limone. Poniamo sul fornello lo spargifiamma (sempre consigliato quando si tratta di marmellate e confetture), accendiamo e mettiamo a cuocere. Mescoliamo ogni tanto.

Cuociamo fino ad ammorbidire i piccoli frutti, mescolando, senza aggiungere altro

Fase 3

Quando le ciliegie saranno ammorbidite (bastano una ventina di minuti, mezz'ora) allontaniamo dal fuoco. Lasciamo stemperare e con attenzione passiamo il tutto al passaverdura. Ma specie se stiamo usando frutti particolarmente sodi tipo amarene, ravenne o duroni ad esempio, sarà meglio frullarli come abbiamo fatto noi con un frullatore alto a doppia lama. Ci vorrà un attimo e la grana sarà più fine. Rimettiamo tutto in pentola e a fiamma bassa facciamo ridurre il liquido. Abbassiamo ancora il fuoco e portiamo a cottura. La nostra confettura sarà cotta nei tempi delle nostre nonne, un paio d'ore. Ma per sicurezza fate sempre la prova-piattino (vedi sotto).

Rimettiamo la passata sulla fiamma e cuociamo mescolando. Aggiungiamo anche i frutti interi non passati

Fase 4

Intanto avremo sterilizzato e fatto asciugare i barattoli in vetro e i coperchi a vite. Con l'aiuto di un canovaccio e di un mestolino riempiamoli con la confettura ancora bollente, fino all'orlo. Tappiamo bene e rovesciamo i barattoli a testa in giù su un ripiano che non sia di marmo (per evitare lo shock termico che li spaccherebbe). Lasciamo freddare completamente a temperatura ambiente.

Quindi etichettiamoli e mettiamoli in dispensa. A maturare. È buona regola infatti che ogni conserva casalinga, liquori compresi, riposi per almeno 3 mesi prima di essere consumata. Questo è consigliabile in linea generale: ma sapremo resistere?

Su una superficie non di marmo, fino a completo raffreddamento

Note

Lasciate interi un po' di frutti prima di passare o frullare la polpa, poi rimetteteli a cuocere col resto del passato, e distribuiteli più o meno equamente nei barattoli insieme alla confettura una volta cotta. Serviranno da "ciliegina sulla torta" per i sopraindicati usi. Ma anche se la spalmate, che piacere incontrarne una ogni tanto...

La prova-piattino: metodo empirico che serve a testare il grado di cottura di marmellate e confetture. Basta lasciarne colare una piccola quantità su un piattino che sia freddo (in estate tenetelo per una diecina di minuti nel congelatore). E poi inclinate il piatto: se la preparazione sarà soda e scivolerà molto lentamente, è cotta. Più velocemente scorrerà verso il basso e più dovrà ancora cuocere. Considerate anche che una volta fredda rassoderà. Quindi non cuocetela troppo se non vorrete una confettura troppo soda.

Salutare. Dalla saggezza antica: il cuscino di noccioli di ciliegia

Avete letto bene. E non serve certo per dormirci, ma ha quel tanto di "miracoloso" da essere usato dai tempi dei tempi dalle sagge donne di famiglia per lenire i dolori, o per scaldare il petto e sciogliere il catarro in caso di tossi o infreddature così come un tempo si faceva coi semi di lino. Una volta per motivi comprensibili si usava solo caldo. Oggi anche freddo, se lo mettiamo in freezer per breve tempo.

Come si fa: è sufficiente lavare bene e con pazienza i noccioli (magari aiutatevi con un vecchio spazzolino da denti) dopo averli lasciati in ammollo. L'importante è che togliate ogni traccia di frutto che potrebbe ammuffire il legno dei noccioli. Considerate che una volta fatto, il cuscino di noccioli di ciliegi vi durerà una vita.

Vanno quindi asciugati bene. Anche al sole per un paio di giorni. Quindi seccati anche all'interno infornandoli a 100° per una ventina di minuti.

Preparate il tessuto. Vanno bene anche due federe da lettino per bambini, che siano di cotone spesso, infilate una dentro l'altra. Nella prima mettete i noccioli. L'ideale sarebbe chiuderla con una lampo, ma potete anche cucirla a mano in modo che il contenuto non fuoriesca. Inserite poi questa nella seconda federa che potrete anche chiudere con dei laccetti di raso. l vostro cuscino "magico" e salutare è pronto.

Caldo: scaldate la prima federa (quella contenente i noccioli) al microonde a temperatura media per 2 minuti a 600 watt. Per 3 volte consecutive. Oppure in forno a 100° per non più di 15 minuti.

Freddo: foderate la prima federa con carta stagnola ed inserite il pacchetto nel congelatore di casa o nel freezer per una mezz'oretta. Dopodiché eliminate la stagnola e ricomponete il cuscino.

Usi: reinserite il cuscino riscaldato nella seconda federa ed usatelo per delle compresse calde sulla pancia in caso di dolori mestruali, o cervicali, sul petto come dicevamo, o per lenire mal di schiena o di ossa di varia origine, compresi quelli da postura sbagliata. O semplicemente come scaldamani o scaldapiedi.

La piccola "camera d'aria" all'interno di ogni nocciolo rilascerà molto gradualmente un calore asciutto e dunque più sano di quello della classica borsa dell'acqua calda, durando a lungo specie se lo avvolgerete in una morbida tasca di lana.

Al contrario, freddo, sarà utile se posto su contusioni o bruciature, o sulla fronte in caso di febbre alta, come una comune borsa del ghiaccio.

Potete farlo di ogni colore, forma e dimensione, anche a ferro di cavallo se lo userete appositamente per i dolori cervicali. L'importante è che il tessuto sia assolutamente di fibra naturale ed ovviamente non acrilica dunque infiammabile.

Massime, citazioni, detti, proverbi e aforismi

"Chi mangia le ciliege coi signori, ne succhia solo i noccioli..." (Antico proverbio popolare)

Come dire: a chi aspira troppo in alto, restano solo le briciole...

# Photo gallery

Ciliegie amarene: che siano mature ma integre. Laviamole lasciando il picciolo. Asciughiamole Con le mani o con un coltellino eliminiamo picciolo e nocciolo Pesiamole, e mettiamole in pentola d'acciaio dal fondo spesso Aggiungiamo lo zucchero semolato: 400 g per ogni chilo di ciliegie E il succo di un piccolo limone per chilo (o mezzo agrume grande) Cuociamo fino ad ammorbidire i piccoli frutti, mescolando, senza aggiungere altro Leviamo dal fuoco e passiamo tutto al passaverdura se usiamo ciliegie o visciole, dalla polpa morbida. Teniamone da parte un po' intere Al contrario, meglio frullare in caso di duroni o amarene a polpa e buccia molto sode Rimettiamo la passata sulla fiamma e cuociamo mescolando. Aggiungiamo anche i frutti interi non passati A fuoco basso e mescolando ogni tanto La prova piattino dirà quando è cotta. Imbarattoliamo proteggendoci con un canovaccio, in barattoli sterilizzati Tappiamo ermeticamente e mettiamo a testa in giù per creare il sottovuoto Su una superficie non di marmo, fino a completo raffreddamento Fantastica da spalmare... E fantastica da colare... Confettura vellutata di ciliegie: colatela su gelati, mousse, creme, sorbetti, yogurt o ricottine... Inimitabile! E non buttatene i noccioli: semplice da fare il cuscinetto della salute...