Posted by clara on Ott - 25 - 2015 under Legumi, Menu' dell'Aviatore, Minestre e zuppe, Pasta, Riso
Ingredients

Lenticchie secche (bollite circa 350 g)
Riso Carnaroli circa 200 g (o 1 pugno a persona)
Sedano 1 costa
Carota 1 medio-grande
Aglio rosso 2 spicchi
Doppio concentrato di pomodoro, mezzo cucchiaio
Olio buono (extravergine di oliva) qb
Sale
Pepe nero madinato al momento, a piacere

 

Italian recipes: rice and lentil soup.  Una minestra che sa d’antico, come la facevano mamme e nonne, corroborante al freddo dell’inverno, sana, nutriente ed economica. Sapori di un tempo che fu, da riscoprire e riproporre in questi tempi di ristrettezze economiche: mai come in questo caso  cibo povero è sinonimo d’eccellenza!

 

Esecuzione in 4 step (4 persone):

-Fase 1: mettiamo a bollire possibilmente in una pentola di coccio le lenticchie: ricopriamole di acqua, aggiungiamo a crudo 1 spicchio di aglio intero vestito (con la buccia), un pezzetto di carota e parte della costa del sedano (contenente le foglie).

Senza salare portiamo ad ebollizione; schiumiamo se necessario, abbassiamo la fiamma, incoperchiamo parzialmente e lasciamo sobbollire fino a cottura (occorreranno una ventina di minuti).

-Fase 2: nel frattempo passiamo alla grattugia la rimanente carota (che avremo precedentemente pelato); eliminiamo alla restante costa di sedano i filamenti, e grattugiamo anche questa. Peliamo il secondo  spicchio d’aglio.

Quando le lenticchie sono cotte, mettiamo ad imbiondire il secondi spicchio d’aglio in una seconda pentola con del buon olio (o strutto, vedere le note). Aggiungiamo la carota e il sedano grattugiati. Dopo un attimo uniamo le lenticchie scolate solo parzialmente del loro brodo, l’insaporitore se decideremo di metterlo, il sale, ed il concentrato di pomodoro. Lasciamo insaporire qualche minuto.

-Fase 3: quando il liquido è quasi assorbito, allunghiamo il tutto con acqua calda, o con la stessa acqua (brodo) di cottura delle lenticchie.  Incoperchiamo sempre solo parzialmente e lasciamo insaporire almeno una decina di minuti, o anche più.

-Fase 4: quando la minestra ha acquistato gusto, aggiustiamo di sale ed aggiungiamo altra acqua se serve (a seconda se vorreme una consistenza più asciutta o più brodosa della minestra). Leviamo l’aglio. A bollore, aggiungiamo il riso, e mescolando di tanto in tanto portiamolo alla cottura desiderata.

Serviamo la nostra minestra di riso e lenticchie fumante, non prima di averla insaporita di un giro di olio a crudo e di pepe nero di mulinello.

 

Cosa beviamo: con questo piatto della tradizione, un bicchiere di bianco o rosso anche “della casa” purché buono, è sempre appropriato…

 

Note:

-Attenzione all’ingrediente pricipale, le lenticchie. Personalmente riteniamo più saporite quelle  italiane,  piccole e più o meno scure, tipo quelle di Castelluccio o Colfiorito (l’area di produzione è la stessa, ma occhio al prezzo: tra l’una e l’altra il costo differisce e non di poco….). Ottime anche quelle di Ustica, come del resto quelle provenienti da tutto lo Stivale.

– Anche se oggi è più difficile che ci siano impurità, meglio controllare -facendone scorrere dei pugnetti tra le dita- che non vi siano sassolini o quant’altro di estraneo prima di metterle a cuocere.

-E anche se non è strettamente necessario, meglio lasciarle a bagno in acqua fredda per una mezz’oretta prima di bollire le nostre lenticchie. Ed anche sciacquarle sarà utile.

-Se volete insaporire ulteriormente la minestra, usate del buon strutto per il soffritto, oppure unitevi del grasso di prosciutto tritato, oppure usate del brodo vegetale. Oppure addizionate di dado a piacere, sia esso di tipo artigianale che industriale (se ne fate uso), di carne o di verdure.

-Potete sostituire il riso Carnaroli con un Roma, o con altro a piacere a seconda dei vostri gusti, purché adatto a minestre e zuppe.

 

L’idea in più…

-Questa minestra è ottima anche nei mesi caldi, servita fredda: assolutamente da provare.

-Cuocete tutto il mezzo chilo del pacchetto: le lenticchie avanzate saranno un ottimo contorno caldo, tiepido o freddo, se scolate e condite con sale, pepe, buon olio d’oliva e qualche goccia d’aceto secondo gusti.

 

Curiosità… le lenticchie…

Lo sapevate che fin dall’antichità, lenticchie e fagioli erano considerati la carne dei poveri? Le Lens culinaris nello specifico costituiscono un ricco nutrimento specie nei casi di carenza di ferro e di sali minerali (utili ad esempio prima e durante il ciclo femminile). Ne sono infatti ricche, insieme alle fibre.

La loro storia ha inizio molti secoli fa e vengono considerate uno dei legumi più antichi domesticati dall’uomo, così come accadde per il farro e  per l’enkir, e rinvenimenti in siti archeologici in Grecia ne testimoniano il consumo alimentare fin tra il 13.000 e l’11.000 avanti Cristo.

-In barattolo o cotte in casa? Traete voi le conclusiuoni, tenuto conto che molto spesso quelle in lattina o sotto vetro sono  lavorate in Italia ma di provenienza estera, e che  a fronte di 100 g di prodotto secco e cotto in casa, quelle in barattolo contengono:

-61 Kcal (contro 325)

-5 g di proteine vegetali (contro 25 g)

-10,7 g di carboidrati (contro 54 g)

-0,4 g di grassi (contro 2,5 g)

-5,3 g di fibre (contro 13,7)

-1,2 mg di ferro (contro 5,1 mg)

-19 mg di calcio (contro 127 mg)

2 mg vitamina C (contro 3 mg)

(Fonte tabella, Benessere.com)

-Sembra che abbinare il riso alle lenticchie, aiuti il nostro organismo a meglio assorbirne tutti i  benefici.

 

Massime, citazioni, detti, proverbi, aforismi…. Lenticchie: perché sì, perché no…

Chi magna  lenticchie er primo, conta quatrini tutto l’anno: e più ne magni e più ne conti!..” recita un antico proverbio romanesco, riferendosi all’usanza ormai diffusa di mangiarne dopo lo scoccare della mezzanotte, a Capodanno. Tradizionalmente accompegnandole con fette di cotechino o di zampone di maiale.

Ma c’è anche chi, come il Platina (al secolo Bartolomeo Sacchi, vissuto dal 1400 al 1481), avvertiva: “Si digeriscono a stento e provocano gonfiore del ventre. Inoltre essendo un alimento di natura fredda reprime gli ardori di Venere…”. Oggi siamo lieti di smentire quanto affermava secoli fa questo sommo umanista e gastronomo, perché: tanto quanto il mattino che ha “l’oro in bocca”, così questi legumi sono preziosi nei nostri piatti…

 

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